L'ex presidente dell'Uruguay, José Pepe Mujica, è in visita in italia per una serie di conferenze e per promuovere il libro di Andrés Danza ed Ernesto Tulbovitz, intitolato "Una pecora nera al potere". Jose Mujica, 81 anni, è famoso in tutto il mondo per aver rinunciato al 90% dello stipendio riservato al capo dello Stato uruguaiano, preferendo al palazzo presidenziale la propria fattoria dove, dal 2010 al 2015, ha continuato a coltivare i suoi fiori preferiti. "Il consumismo rovina le persone, meglio trovare il tempo per vivere felici", ha spiegato l'ex capo di Stato agli studenti incontrati a Roma e a Milano.

Anticonsumista per antonomasia

Un ex presidente che non si considera un politico, ma un servitore con la passione di trasmettere al prossimo una certa felicità. "La politica non deve essere una professione, chi vuole arricchirsi che si dedichi al commercio": sante parole che, pronunciate in Italia, suonano un po' strano. In ogni caso, "Pepe" non le manda a dire, fortemente critico nei confronti di chi pensa di portarsi le ricchezze nell'aldilà ma, allo stesso tempo è anche un uomo consapevole dell'utilità di una saggia globalizzazione. Quest'ultima, però, non deve essere appannaggio dei mercati e di pochi fortunati, ma è necessario che sia pensata in maniera più ampia, rivolta a tutta l'umanità.

Un pensiero che denota la pericolosità, ancora non assimilata, dell'individualismo che può generare le crisi e aumentare gli esclusi.

Ateo alla ricerca della felicità

Mujica e Papa Francesco condividono gli sforzi diplomatici per la pace duratura in Colombia e, soprattutto, per la prosperità in Venezuela. L'ex presidente non accetta elogi e non tollera che il Premio Nobel per la Pace sia consegnato ad un politico: "Il Nobel è una presa in giro -bolla drasticamente, e preferisce pensare che scienziati e medici abbiano più merito - Salvano delle vite, non provocano le guerre".

E come dargli torto? Molti giornali, purtroppo, ad oggi parlano sempre più spesso di III guerra mondiale. Un uomo cosciente del fatto che la felicità interiore paghi e appaghi l'individuo, piuttosto che uno sviluppo economico scellerato che ci costringe ad abbracciarlo come una religione.