Oggi 25 Novembre si celebra la giornata del no alla violenza sulle donne. Proprio in questi giorni, nella Legge di Bilancio del Governo, si è provveduto ad inserire un capitolo di spesa, uno stanziamento per le donne vittime di violenza e per i loro figli. I dati sulle violenze sono allarmanti e se si pensa che la maggior parte non vengono denunciati, possiamo benissimo dire che siamo di fronte ad un gravissimo caso sociale. La violenza va sempre combattuta ed anche se il Governo ha indicato la strada della violenza di genere, tutelando i femminicidi e la violenza sulle donne, va combattuta la violenza in genere.

Uno studio che pochi hanno considerato infatti proviene dall’Università di Siena ed è del 2012. L’analisi dell’Ateneo Toscano rovescia le parti, con l’uomo vittima e la donna carnefice ed anche in questo caso i dati sono altrettanto allarmanti.

Oltre 100 donne uccise in Italia

Ogni anno i Italia, vengono uccise oltre 100 donne da parte degli uomini. Un fenomeno che non si circoscrive solo all’Italia, tanto è vero che l’ONU ha promosso questa giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne, che come dicevamo si celebra oggi in tutto il mondo. Il fenomeno non è passato inosservato al nostro Governo che ha appena approvato un emendamento che stanzia 5 milioni di euro per le donne e le famiglie che hanno perduto la propria cara per cause violente.

Le risorse sono destinate al piano anti-violenza, ai centri anti-violenza, ai servizi territoriali ed a quelli di assistenza alle donne. In parole povere, il Fondo relativo ai diritti ed alle pari opportunità per le donne, si implementa di questi 5 milioni di euro. Le risorse sono state stanziante in un programma triennale, cioè per il periodo 2017-2019.

Vittime anche maschili?

Senza entrare in polemica o voler innescare una guerra di genere, sottolineando ancora come la violenza sulle donne è ignobile e va combattuta e soprattutto vanno aiutate le vittime, a volte le parti si capovolgono. Lo studio dell’Università senese cui accennavamo in premessa spiega come nel mondo ci siano molti uomini vittime di violenza da parte delle donne.

La coincidenza vuole che siano 5 milioni (pari agli euro stanziati dal Governo) gli uomini che sono vittime di donne. Nonostante i luoghi comuni sulla forza dell’uomo contrapposta alla debolezza delle donne, l’indagine statistica dell’Università, fatta esattamente come quella dell’ISTAT datato 2006 relativo alla violenza sulle donne ha confermato che siamo di fronte anche in questo caso ad un vero e proprio fenomeno. Il campione di maschi tra i 18 ed i 70 anni ha messo in evidenza che molti sono vittima di ricatti, vere e proprie estorsioni economiche, violenze psicologiche ed anche fisiche. In pratica si passa da graffi, morsi, piatti e utensili lanciati contro, fino a rimproveri di non avere un lavoro degno, di non essere all’altezza sessualmente e di essere inferiori ad altri uomini.

Violenze e stess nella sfera psicologica di un uomo ma anche violenze fisiche quindi che però, sono sicuramente meno gravi di quelle che un uomo, grazie alla sua forza può praticare su una donna. Resta comunque il fatto che una donna può usare l’arma legale contro l’uomo, minacciando di portare via figli e casa al malcapitato, di ridurlo sul lastrico. Sull’argomento della violenza in genere va sottolineato anche lo studio Daphne III, un progetto della UE avviato in 5 paesi membri tra i quali anche l’Italia. Le statistiche di questo progetto hanno stimato le percentuali di ragazzi tra i 14 ed i 17 anni vittime di violenze, in questo caso sessuali. Il 17% delle intervistate di sesso femminile hanno confermato di aver avuto violenze sessuali, mentre tra gli uomini il 9%. Restano comunque dati allarmanti entrambi, perché anche il carnefice in gonnella oggi rischia di diventare un problema sociale da combattere.