22 novembre 2016, Kharkiv, Ucraina. In seguito ad una lunga indagine, un'insegnante ucraina 52 enne, Galina Kovalenko, è stata arrestata mentre consegnava una studentessa 13 enne ad un trafficante d'organi. Galina insegnava lingua e letteratura russa da 20 anni ma, nel tempo libero, aveva ben altri interessi. Su di un sito ancora ignoto, infatti, la donna aveva inserito un preoccupante annuncio di vendita: quello di una ragazzina e, per l'adolescente, si era fatto subito avanti un acquirente. Galina ha ricevuto un primo magro pagamento, soli 39 dollari, per inviare foto e cartelle cliniche all'uomo.

È infatti essenziale che la merce umana sia in salute o il suo valore di mercato è nullo. Dimostrata la qualità del prodotto, l'uomo avrebbe offerto 10.000 dollari e la Kovalenko avrebbe accettato. Quell'annuncio, però, non è passato inosservato all'unità speciale che contrasta il traffico di esseri umani e la compravendita è stata segretamente seguita in ogni sua fase, fino al giorno dell'arresto dei criminali.

Un lieto fine assai gradito per il ministro Arsen Avakov

Arsen Avakov, ministro degli interni ucraino, ha dichiarato tramite post sulla sua pagina Facebook che Galina è stata colta in flagranza di reato e pertanto dovrà affrontare un processo. Scosso dal caso "come uomo ma anche come padre", il ministro si è detto favorevole all'ergastolo, sebbene sia consapevole che la legge non consenta più di 12 anni di reclusione.

Il folle tentativo di vendita della Kovalenko andava avanti da un anno circa e la scelta della vittima, affatto casuale, era ricaduta sulla candidata più fragile poiché questa avrebbe garantito la massima resa con il minimo sforzo. La vicenda, nella sua durezza, ha però avuto un risvolto positivo: vista l'elevata vulnerabilità degli ospiti degli orfanotrofi, Avakov ha preteso che d'ora in avanti vengano eseguiti attenti controlli in queste strutture, per verificare che non vi siano state irregolarità e al fine di scongiurare repliche in futuro.

Traffico di organi, affare da 1,2 miliardi di dollari.

Il forte interesse di Avakov non è casuale. Nelle zone più povere dell'Ucraina, il traffico di esseri umani è una spiacevole consuetudine. C'è chi finisce per prostituirsi, chi per mendicare e chi per alimentare il mercato nero degli organi. Il giro d'affari regala ai criminali un guadagno annuo pari a 1,2 miliardi i dollari.

Secondo alcune stime, dal 1991 ad oggi, le persone finite in questa rete sarebbero 160.000 mentre ammontano a 10.000 i trapianti illegali annui. Il business non accenna a diminuire ed è facile capirne la ragione: un solo rene, fegato o cuore possono fruttare dai 50.000 ai 100.000 dollari.