Di Umberto Veronesi sono fuori discussione le sue straordinarie doti di scienziato, oncologo e medico-chirurgo. A lui si deve la tecnica della quadrantectomia nel trattamento chirurgico del cancro al seno, efficace quanto la masectomia, ma con un impatto estetico, e soprattutto psicologico, molto più ridotto. Animalista, vegetariano, ha anche sostenuto la necessità che i legislatori limitino al minimo l'uso della sperimentazione animale.

L'oncologo è stato da sempre vicino alla politica, in particolare al Partito Socialista di Craxi, di cui è stato membro, entrando a far parte dell'Assemblea Nazionale. Nel 2000 ricoprì la carica di ministro della sanità del governo Amato II, fino all'11 giugno 2001.

Ricoprì la carica di senatore col Partito Democratico dal 2008 al 2011, che lasciò quando fu nominato presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare italiana, istituita dal governo Berlusconi.

Controversie etiche e scientifiche

Le posizioni assunte da Veronesi hanno dato luogo ad accese controversie, sia in ambito scientifico che sotto il profilo etico, che gli hanno procurato non poche critiche, spesso molto serrate. E' stato un sostenitore del diritto all'eutanasia e all'aborto, favorevole all'uso della pillola abortiva, alla legalizzazione delle droghe leggere, al matrimonio egualitario all'adozione da parte di coppie omosessuali. Queste posizioni hanno provocato l'opposizione del mondo cattolico e conservatore.

Ma le affermazioni più contestate riguardano il suo sostegno all'energia nucleare, agli inceneritori e la minimizzazione dei potenziali effetti dannosi dello smog e dell'elettrosmog, argomenti ampiamente dibattuti a livelli scientifico.

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In particolare ha affermato che a provocare il cancro, più che le polveri sottili dei gas di scarico dei veicoli a motore, sarebbero le tossine di alcuni alimenti, quali patate, farine, polenta e basilico, dichiarando al contempo il suo favore per gli OGM, ritenuti utili contro la fame nel mondo.

È stato presidente del comitato scientifico di Biogem (biologia e genetica molecolare), consorzio composto da diversi poli universitari e istituti di ricerca italiani, dalla Camera di Commercio di Avellino e dalla Comunità Montana dell’Ufita. Veronesi ha anche affermato che gli inceneritori sono innocui per la salute e che le centrali nucleari non comportano rischi per salute e ambiente, aggiungendo che "la mortalità a Chernobyl è stata minima e a Fukushima sono morte due persone".

Secondo un rapporto di Greenpeace si stimerebbe, in conseguenza del disastro di Chernobyl, un numero di vittime in tutto il mondo compreso tra centinaia di migliaia e qualche milione, senza contare l'aumento di patologie tumorali e di altra natura e delle malformazioni dei feti umani e animali, oltre al danno ambientale.

Tra i tanti in disaccordo con Veronesi, c'è anche Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica, che si è dichiarato in disaccordo con l'oncologo.

Conflitto di interessi?

Fonti meno politically correct associano le affermazioni dell'oncologo ad un presunto conflitto di interessi in capo a Veronesi, legato alla sua attività e in particolare ai partner della Fondazione Umberto Veronesi, tra i quali spiccano gruppi operanti in campo energetico, delle telecomunicazioni, degli inceneritori e nel mercato degli idrocarburi, interessate alla realizzazione di centrali elettriche da fonti fossili. Altra affermazione che ha fatto molto discutere è quella sull'uranio impoverito, definito dall'oncologo come non pericoloso. Ai posteri l'ardua sentenza.