Siamo vicini al Natale 2016 e come ogni anno ci si imbatte nel cosiddetto “periodo dei fuochi”, indicando naturalmente quelli artificiali. Solitamente rappresentano momenti di colore, divertimento e stupore e quindi usati in momenti di festa sebbene molto pericolosi. In questo dicembre, gli stessi, sono stati utilizzati in modo alquanto anomalo.

La segnalazione dello spaccio

Nel frusinate, i fuochi, avevano tutt'altro scopo, ovvero quello di segnalare, ai potenziali clienti, la disponibilità di droga. 350 uomini, unità cinofile antidroga ed elicotteri sono riusciti a smascherare il “casermone”, un complesso residenziale pubblico, ove avveniva lo scambio proprio come un vero esercizio commerciale.

Ciò è rappresentato dal ritrovo di fogli organizzativi dei 52 “dipendenti” arrestati con tanto di turni lavorativi, seri stipendi e regole imposte da chi guidava l'”azienda”. L'operazione chiamata “Fireworks”, giustappunto per la reclamizzazione della presenza di stupefacenti, vantava un guadagno giornaliero intorno ai 40.000 euro. Il blitz ha permesso di fermare uno spaccio importante di cocaina, hashish e marijuana.

Come e dove avveniva lo scambio

Il tutto avveniva tramite il punto vendita conosciuto bene col nome di “finestrella”, cosiddetto proprio per il motivo in cui avveniva l'acquisto dello stupefacente: attraverso una fessura su un vetro blindato di una finestra,situata sotto la tromba di scale,tutto monopolizzato dai banditi.

In più, come ulteriore controllo, vi erano uomini di vedetta per avvisare i capi turno dell'avvicinarsi di polizia o carabinieri. Avevano pure dato dei nomi ad entrambi i corpi delle forze dell'ordine indicando con il termine "Carmela" l'arrivo della polizia e con il termine "Nerone" l'arrivo dei carabinieri. Durante le varie perquisizioni sono stati sequestrati diversi “fogli di servizio”, riportanti la programmazione dei turni settimanali, le sigle indicanti i ruoli e compiti, ed i nomi dei complici incaricati di svolgere le diverse mansioni. Una vera organizzazione criminale.