Non è una novità la presenza del fenomeno del bullismo a Scuola, ma in questo caso non possiamo chiamarlo in tal modo, poiché siamo di fronte ad un bambino che cercava in tutti i modi di attirare l'attenzione. Andrea, 7 anni, frequentava la seconda elementare presso un istituto paritario di Roma Parioli, ove inizialmente non aveva esternato alcuna problematica.

Con l'inizio dell'insegnamento delle lettere dell'alfabeto, però, hanno cominciato ad emergere i primi segnali di incomprensione e difficoltà nel riconoscere consonanti e vocali. L'insegnante di riferimento, insieme al preside, hanno consigliato alla famiglia la presenza e l'aiuto di una logopedista. Quest'ultima, dopo essere stata accanto al bambino, ha rilevato la mancanza di qualsiasi forma di deficit, riscontrando solo un passo indietro nella comprensione della lettoscrittura.

Alla ricerca di attenzione

Non trovando appoggio dalla scuola, anzi, sentendosi ripetere che rischiava la bocciatura, il bambino ha cominciato ad assumere alcuni comportamenti provocatori verso compagni e insegnante, sviluppando un atteggiamento aggressivo. Andrea ha trascorso l'estate tra la prima e la seconda classe impegnandosi a fondo tra logopedia e molti compiti assegnati, ottenendo dei miglioramenti con l'inizio del nuovo anno scolastico. Con il trascorrere delle settimane, però, ha ricominciato ad accusare qualche difficoltà, e i suoi comportamenti sono peggiorati.

Tra matite spezzate e libri gettati a terra ai compagni, il piccolo incompreso è arrivato a vivere una situazione drammatica, tra la minaccia di bocciatura del preside e l'isolamento in cui si è ritrovata la sua famiglia, nonostante avesse iscritto il bambino ad un istituto paritario che costa 5.000 euro l'anno.

Sentendosi sempre più emarginato, Andrea ha commesso un gesto estremo, puntando un fermafogli di alluminio in un occhio di una compagna di classe che proprio in quel giorno festeggiava il compleanno. Questo comportamento ha confermato, di fatto, la tesi di familiari e dipendenti scolastici, secondo cui il giovanissimo studente era alla ricerca di attenzioni.

L'arrivo della sospensione per Andrea

L'istituto di Roma Parioli ha deciso di comminare una sospensione di 11 giorni all'alunno. Dopo aver appreso di questa decisione, la famiglia di Andrea si è riservata il diritto di iscrivere il figlio ad una scuola pubblica del centro città. I suoi vecchi compagni non si capacitano del perché Andrea non sia più con loro. Il preside, dal canto suo, ha ribadito che hanno perso tutti in questa battaglia, ma ormai all'interno della sua scuola non si sapeva più cosa fare.