Un risveglio particolare e tremendo per diversi bresciani. Stamane è stato trovato un cadavere senza testa nella tromba delle scale di un palazzo prestigioso in via Piazza Vittoria, nel centro di Brescia. L'orribile scoperta è stata fatta da diverse persone che si recavano al lavoro e portavano i figli a scuola. Nello stabile vi sono appartamenti lussuosi e uffici. La donna decapitata aveva 56 anni e non viveva nel grattacielo. Sulla testa, che si trovava accanto al cadavere, c'era una profonda lesione.
Non si esclude nessuna ipotesi
Si indaga a Brescia sul misterioso e raccapricciante ritrovamento nel grattacielo di Piazza Vittoria.
I condomini hanno subito chiamato le forze dell'ordine. Sul posto sono arrivati i poliziotti, il magistrato di turno e il medico legale. Questo sta esaminando la lesione sulla testa della donna per avanzare una prima ipotesi sul tragico episodio. Gli agenti della Squadra mobile, invece, stanno cercando di ottenere informazioni sulla vittima: attualmente si sa solo che aveva 56 anni e viveva a Ome, nel Bresciano. Al momento gli inquirenti non escludono nessuna pista. La donna, a quanto pare, versava in una condizione difficile e, probabilmente, era entrata nel lussuoso palazzo per ripararsi dal freddo. In questi giorni, a Brescia, le temperature sono particolarmente rigide. In base alle prime indagini, la cinquantenne sarebbe caduta dal decimo piano.
Gesto volontario? Non si sa. E' anche probabile che qualcuno le abbia dato una spinta. Gli investigatori stanno lavorando alacremente per ricostruire la vita della 56enne.
Tragedia nel Torrione, grattacielo progettato nel '31
In base ai primi rilevamenti delle forze dell'ordine e alle testimonianze, la tragedia sarebbe avvenuta tra l'una e le 4 della notte scorsa. La profonda ferita al capo sarebbe dovuta, probabilmente, allo scontro con la ringhiera del Torrione, grattacielo progettato 86 anni fa da Marcello Piacentini. E' stata spinta o ha voluto suicidarsi la donna trovata morta nelle ultime ore in un grattacielo a Brescia? Dovranno scoprirlo gli agenti della Mobile, aiutati da altri esperti e dal medico legale.