Anche il Canada entra con prepotenza nel sanguinoso circuito degli attentati terroristici. Potrebbero essere almeno sei, infatti, le vittime di una sparatoria avvenuta nella serata di ieri presso la moschea di Quebec City. Il condizionale è d'obbligo, essendo al momento dell'assalto presenti in preghiera non meno di 60 fedeli. La grave notizia è stata confermata telefonicamente da Mohamed Yangui, responsabile del Centro culturale islamico.

Per il momento sono ancora molte le informazioni da accertare compiutamente. Il brutale attacco avrebbe interessato il settore della moschea riservata ai soli uomini, fra gli autori almeno due sono già stati arrestati dalle forze di polizia canadesi.

Confermata la particolare ferocia dell'irruzione, sfociata in spari contro tutto e tutti senza distinzione di età o condizione.

E' opportuno un attimo di riflessione circa il significato di questo gravissimo atto, relativamente alla impostazione dello stato del Canada basata sulla libertà di culto e espressione. Per condannare con fermezza l'evento, il primo ministro Justin Trudeau ha sottolineato l'importanza della comunità musulmana nel tessuto sociale canadese, garantendo la massima protezione e attività volta ad assicurare gli autori dell'"atto codardo" alla giustizia. Sulla stessa lunghezza d'onda Philippe Couillard, ministro del Quebec, che ha definito l'aggressione "violenza barbarica", e Ralph Goodale, ministro della sicurezza pubblica, profondamente rattristato per la perdita di vite umane.

Poco o nulla si sa al momento circa rivendicazioni sull'origine dell'attentato. Un precedente, relativo alla scorsa estate, ma di entità estremamente più lieve, fa riflettere sulle tensioni che infiammano il territorio . Una testa di maiale è stata abbandonata sulla porta di accesso del Centro culturale islamico del Quebec. In epoca ancora precedente, nel 2015, il giorno dopo dei devastanti attentati di Parigi, un centro per la preghiera islamica era stato oggetto di atti incendiari. Dubbi sono sorti in data odierna circa la presunta e tristemente nota esclamazione proferita dagli attentatori in Quebec durante l'assalto: Allahu Akbar'.