Lontano dalla sua patria e dalla sua casa oggi, alle 11:40, si è conclusa la vita di Fabiano Antoniani, lo sfortunato dj Fabo. Fabiano Antoniani, 39 anni di vita normale, poi un grave incidente automobilistico due anni fa lo ha fatto diventare cieco e tetraplegico. Da allora, sempre accompagnato dalla sua adorata compagna e fidanzata Valeria, ha vissuto anni di disperati e inutili tentativi di cure e riabilitazione.

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Ora lo sfortunato Fabiano aveva maturato la consapevolezza di voler terminare quella che lui non poteva più chiamare vita, bloccato in un corpo che non reagisce e chiuso nel buio di una cecità irrecuperabile col pieno possesso delle sue facoltà mentali.

Viaggio in Svizzera

La legge Svizzera permette da anni quello che viene chiamato “suicidio assistito”, cioè una procedura per mezzo della quale un malato terminale decide autonomamente di morire senza richiedere l’intervento diretto di un medico.

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E' una metodologia completamente diversa dall’eutanasia, dove invece è prevista e richiesta una manovra da parte del personale sanitario, medico e paramedico. Fabiano, dopo aver chiesto disperatamente aiuto ai politici italiani (dai vari rappresentanti di partito fino al capo dello Stato Sergio Mattarella, a cui ha mandato uno straziante video in cui descrive la sua condizione di prigioniero nel suo corpo), aveva maturato la convinzione di lasciare casa sua e la sua patria per ottenere la liberazione dalla sua condizione.

Aiutato da Marco Cappato dell'associazione Luca Coscioni, è stato trasportato nella vicina Svizzera, dove si è sottoposto a tutte quelle che sono le necessarie visite mediche preliminari richieste dall'ordinamento elvetico. Terminata questa prassi obbligatoria, doveva prendere la decisione definitiva per assumere o meno un cocktail di sostanze, che prima addormentano e poi arrestano il cuore, fermandone il battito e interrompendo la circolazione sanguigna.

Il problema, forse quello più grave per Fabiano, era che, per assumere il farmaco necessario per questo suicidio assistito, necessitava dell'aiuto di altre persone essendo lui del tutto inabile. Ora, come ha annunciato Marco Cappato sul suo profilo Facebook, Fabiano Antoniani ha potuto porre fine alla sua vita, il suo cuore ha cessato di battere alle 11:40.

Eutanasia in Italia

Sono molte le persone che negli anni hanno scelto quella che alcuni definiscono la “dolce morte”.

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Secondo le cifre fornite dall’associazione “Luca Coscioni”, dal 2015 ad oggi, sono 115 gli italiani che hanno scelto di lasciare l'Italia per sottoporsi al suicidio assistito, principalmente in Svizzera. Nel nostro paese il dibattito su favorevoli e contrari è molto acceso e, per ora, rimane impossibile scegliere il suicidio, qualunque sia la motivazione.

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