Dopo lo strano omicidio di Kim Jong-nam, il fratellastro del leader nord coreano Kim Jong-un, si attendevano risposte che chiarissero la causa del decesso, avvenuto in pochi minuti, mentre la vittima si accingeva a partire dall'aeroporto malese di Kuala-Lumpur. I filmati delle telecamere a circuito chiuso dello scalo avevano portato all'arresto di due donne, che avevano avvelenato l'uomo con modalità inconsuete.

Pare infatti che avessero le mani impregnate di una sostanza mortale, e che avrebbero toccato l'uomo, provocandone la morte in pochi minuti.

Il ministro della salute della Malaysia, Subramaniam Sathasivam ha dichiarato che la sostanza usata per l'omicidio è il Vx, il famigerato gas nervino, e che la dose utilizzata sia stata molto elevata. Il gas ha immediatamente colpito tutte le aree vitali dell'uomo, che è sopravvissuto solo per una ventina di minuti.

Il ministro presume che la dose usata sia stata maggiore di 10 milligrammi, quantità già bastevole per uccidere un uomo, perchè Kim Jong-nam si è accasciato subito paralizzato e privo di sensi ed è morto poco dopo in ambulanza, mentre veniva trasportato in ospedale. La polizia ha setacciato l'aeroporto verificando possibili tracce del gas che però non sono state riscontrate per cui l'area è stata dichiarata "zona sicura".

Le dichiarazioni di una delle assassine

La vittima è deceduta per una grave paralisi causata dall'esposizione al gas nervino, applicatogli dalle due donne arrestate. Una delle due, Siti Aisyah, un' indonesiana 25enne, ha ammesso di aver ricevuto come compenso 90 dollari e che le avevano fatto credere che fosse tutto uno scherzo. La donna dichiara che fosse convinta di avere in mano "olio per bimbi', per realizzare una bravata in un reality show ai danni di uno sconosciuto.

La polizia malese non crede alla versione della donna, in quanto si ritiene che le due assassine fossero state ben istruite sulle sostanze tossiche, dal momento che dopo l'attacco, si sono precipitate a lavarsi subito dopo l'attacco. Ma l'attacco è stato compiuto "a mani nude", senza precauzioni e forse gli organizzatori dell'agguato puntavano sulla morte istantanea delle due donne, per non lasciare testimoni.