Ad uccidere Kim Jong Nam all'aeroporto di Kuala Lumpur sono state due donne, la 29enne vietnamita Doan Thi Huong e la 25enne indonesiana Siti Aisyah. Quest'ultima, durante l'interrogatorio ha rivelato di essere state ingaggiate per la cifra di 90 dollari per fare una scenetta di un reality. Una troupe televisiva, rivelatasi finta, le avrebbe contattate in aeroporto per realizzare dei filmati con i passanti per una candid camera. La ragazza, che lavora in un nightclub nella capitale malese, ha ripetuto la scena diverse volte, e si è accorta solo dopo l'omicidio che la sostanza con cui ha toccato la vittima era diversa da quella usata per le scenette precedenti.

La sostanza "scambiata" non è altro che il famoso Vx, il tossico gas nervino, che provoca paralisi e morte anche solo per contatto. Questa letale sostanza infatti è la più aggressiva degli agenti nervini: l'effetto tossico di queste sostanze si basa sull'inattivazione dei neurotrasmettitori, bloccando gli impulsi nervosi e di conseguenza provocando la paralisi. La conseguente paralisi muscolare determina la paralisi dei centri muscolari respiratori per cui si ha la morte per soffocamento. Il Vx è stato largamente utilizzato come arma di distruzione di massa e vietato dal Protocollo di Ginevra del 1925 e dalla Convenzione sulle armi chimiche del 1993, anche se il regime di Pyongyang l'ha usato più volte negli ultimi anni.

Omicidio studiato nei particolari

La donna ha ammesso di aver ricevuto 90 dollari per la Candid Camera che avrebbe dovuto darle "olio per bimbi' da spalmare sugli ignari passanti. Ha raccontato di essere stata ingaggiata da due uomini, James e Chan che pensava essere giapponesi o nordcoreani, visto l'abbigliamento e l'accento.Contrariamente alle dichiarazioni della ragazza che afferma di non essere consapevole che si trattasse di un assassinio da parte di agenti stranieri, le indagini hanno riscontrato che prima dell'attacco aveva cambiato albergo 3 volte, si era tagliata i capelli e messo truccata pesantemente. Inoltre le due donne sospettate erano state istruite sull'uso di sostanze tossiche, ed infatti si sono liberate dell'agente tossico lavandosi accuratamente dopo l'attacco.

In un appartamento setacciato dalle forze dell'ordine, sono stati trovati strumenti e materiali per maneggiare sostanze chimiche, e il luogo è distante 2 km dall'abitazione di Ri Jong-chol, il chimico nordcoreano arrestato.