Un tribunale contro San Valentino. In Pakistan la sentenza di un giudice vieta di festeggiare nella capitale Islamabad la Festa degli innamorati perché considerata contraria ai dettami e ai valori dell'Islam, e ordina il black out in tutta la città di ogni forma di pubblicità e promozione dell'evento.

Ma nella realtà dei fatti, è ben difficile contrastare con un atto giudiziario un evento che in maniera spontanea si è diffuso in questo come in altri paesi lontani dalla tradizione cristiana da cui trae origine, e che ha attecchito nell'immaginario collettivo mondiale con tanto di iniziative commerciali che piacciono molto: dai fiori ai cioccolatini.

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San Valentino 'perseguitato' da un tribunale musulmano

L'Alta corte di Islamabad ha vietato qualsiasi iniziativa oggi a Islamabad che sia connessa alla festa occidentale in luoghi pubblici, con buona pace dei venditori di fiori, biglietti, cioccolatini e gadget che cercano di utilizzare il momento per fare affari.

Inoltre ha istruito i media per non dare alcun risalto mediatico alla ricorrenza. Il tribunale ha diramato una precisa disposizione agli enti incaricati di controllare i media: nessuna pubblicità o notizia, sia sulla carta stampata che sui social, che faccia riferimento alla 'profanazione' occidentale.

Abdul Waheed, responsabile della petizione che ha sollecitato la sentenza, ha detto che l'intrusa festività occidentale viola gli insegnamenti islamici e, d'accordo con il quotidiano locale Dawn promuove "l'immoralità, la nudità, e l'indecenza".

Gli integralisti islamici considerano l'evento una tra le tante volgarità importate dall'Occidente, assolutamente incompatibile con il loro mondo.

Il presidente contro San Valentino

Non è una novità che il Pakistan 'boicotti' San Valentino.

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Che sia considerata una celebrazione pagana un po' in tutti i paesi di stretta osservanza islamica, è d'altra parte cosa nota, anche se ci sono diverse sfumature.

In Pakistan dove il fronte integralista e conservatore è molto forte e resistente alle contaminazioni, il 14 febbraio è considerato 'giorno della vergogna' che andrebbe sostituito con una giornata della decenza.

A tal punto la ricorrenza è vissuta come un grave inquinamento delle coscienze, che nel 2016 si è fatto sentire in proposito addirittura il presidente Mamnoon Hussain condannandola per non avere alcun punto di contatto con la nostra tradizione e dunque non dovrebbe essere osservata".

In seguito alla presa di posizione della massima carica istituzionale del Paese, in alcune città è stata vietata la celebrazione e proibita la vendita di biglietti, palloncini. Una misura del genere, adottata l'anno scorso ad esempio dal distretto di Kohat (provincia di Khyber Paktunkhwa), è stata poi ritirata di fronte all'opposizione dell'opinione pubblica locale che ha gridato alla violazione dei più elementari diritti umani.

Assistiamo in luoghi e tempi diversi, al ripetersi di un conflitto culturale: basti pensare che il 14 febbraio 496 d.C., papa Gelasio I soppresse i festeggiamenti pagani della Lupercalia, dedicati al dio fauno Luperco, perché contrari alla morale cristiana.

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E istituì la festa religiosa di San Valentino, martire cristiano, diventata poi festa degli innamorati. San Valentino da Terni, aveva compiuto miracoli, alcuni verso coppie che aveva unito per l'eternità.

Ma il santo dei miracoli che furono, oggi simbolo del corrotto Occidente che profana l'amore e sparge nel mondo riti consumistici a base di peluche, orsetti, cuori, cioccolato e rose, ai gruppi radicali islamici non piace né mai potrà piacere.

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