Nella capitale afghana, un commando di terroristi ha preso d'assalto l'ospedale locale di fronte all'ambasciata americana, nonostante sia uno dei luoghi più controllati della città. Un kamikaze si è fatto saltare in aria sul retro dell'ospedale Sardar Mohammad Daud Khan che, nonostante 400 posti letto, accoglieva circa il doppio dei pazienti. Il terrorista, dopo essersi fatto esplodere, ha spianato la strada agli altri attentatori che hanno fatto irruzione nel nosocomio armati di kalashnikov e bombe a mano.

Nel frattempo altri miliziani, introdottisi nella struttura vestiti da medici, al fragore delle esplosioni hanno aperto il fuoco contro chiunque si trovassero dinanzi: dottori, infermieri, pazienti, visitatori e uomini della sicurezza.

Sono subito partite le procedure di sicurezza che hanno messo in salvo centinaia di vite, ma che non sono comunque bastate a salvare tutti: qualcuno, in preda al terrore, si è gettato dalle finestre precipitando da concrete altezze; altre persone, invece, sono cadute sotto i colpi dei terroristi. Il bilancio provvisorio è di 30 morti e circa 60 feriti. Ma si tratta di numeri che, purtroppo, potrebbero salire, poiché molti dei feriti versano in condizioni gravi.

Lo scontro armato è andato avanti per diverse ore e la città, già martoriata da continui attacchi, si è ritrovata in preda al panico e allo sgomento. Dopo poche ore l'Isis ha rivendicato l'attentato, mentre i talebani hanno immediatamente preso le distanze da quanto accaduto.

Kabul è nel mirino dell'Isis

Da tempo Kabul è nel mirino dei miliziani, che cercano di affermare la propria supremazia in questa città che, con le proprie forze e con l'aiuto delle autorità ed associazioni internazionali, sta cercando di riprendersi e di rialzarsi dopo trent'anni di continue guerre e attacchi per l'egemonia del territorio.

In quest'ottica risultano importantissimi gli aiuti internazionali, in particolare risulta vitale la presenza delle truppe Nato: "Se se ne andassero le truppe Nato torneremmo indietro di 20 anni e tutto andrebbe solo a peggiorare", ha affermato un capo villaggio pashtun.

Ad oggi, secondo fonti ufficiali, la città risulta controllata per il 40% dai talebani e da milizie locali. Fonti afghane, invece, sostengono che il 60% del territorio sia sotto il controllo dei miliziani, comprese le vie di comunicazione, anch'esse gestite da queste truppe illegali.