Un pò un carnevale in cui milioni di persone si riversano in strada per ballare, cantare e divertirsi; un po' una sacra festività, un rituale di ringraziamento per aver superato l'inverno e accogliere la stagione entrante. E' iniziata ieri ufficialmente, ma da giorni ci sono celebrazioni in corso in molte città del mondo, l'Holi festival, ovvero la festa dei colori, dell'amore e dell'allegria diffusa quasi su scala planetaria. Il pezzo forte dell'evento infatti è il colore, o meglio la presenza di polveri colorate, chiamate gulal, che vengono lanciate.

La festa dei colori ogni anno, sempre di questi tempi, celebra (in India, ma anche in Nepal, in Bangladesh, Pakistan e in alcuni paesi d'Oriente) la fine dell'inverno. Di nuovo c'è che, pur essendo una festività d'origine religiosa, per il suo carico d'allegria e divertimento sta conquistando l'Occidente.

Holi, la festa del lancio di polveri colorate

Questa festa in Oriente ha un significato religioso e trae ispirazione e significato dalla mitologia induista. C'era il Dio Krishna che, avendo la pelle scura, era invidioso della candida pelle della sua amata Radha e per questo le dipinse la faccia con dei colori accesi. Da questo mito, la festa. La data della festività cambia ogni anno per via del calendario lunare: quest'anno tra il 13 e il 14 marzo 2017.

Simboleggia la vittoria del bene sul male; l'arrivo della primavera e il pericolo scampato, terminato l'inverno. Ballando, cantando, accendendo falò, lanciandosi acqua e polveri colorate, i partecipanti dimenticano dolori, dispiaceri; si perdona tutto a tutti, ci si libera da ogni male. Le persone si abbracciano e si augurano 'happy holi'. Le differenze di casta e sociali vengono meno. Si celebra lo stare insieme in nome della primavera e della rinascita. Vale l'aggregazione al di là dell'età, del sesso, e della condizione sociale.

La festa induista dell'allegria e della fratellanza

E le coppie di innamorati come Krishna con Radha si dipingono reciprocamente il viso in segno d'affetto. La festa dura due giorni.

E' diffusa in tutti i paesi in cui sono presenti comunità induiste. Ma sta prendendo sempre più piede in molte parti del mondo e in Occidente, per l'esplosiva forza gioiosa e liberatoria. Imitata e riprodotta, la festa è celebrata in grande anche in città come Londra e New York. Le polveri colorate sono ricavate dai fiori essiccati che si possono produrre anche in casa. L'unica controindicazione è che sono commercializzate polveri tossiche per la pelle. Motivo per cui sono state fatte campagne per usare solo prodotti naturali per non avere conseguenze sulla salute. In nome della primavera, non contano le apparenze, ma la sostanza; conta lo spirito della festa: dimenticare le differenze e le discriminazioni e rafforzare la fratellanza, come ricordato oggi in India da nomi illustri, Sonia e Rahul Gandhi, leader del partito del Congresso.