Si continua a parlare dell'ormai conosciuto glifosato, componente principale della maggior parte degli erbicidi usati principalmente in agricoltura. Negli ultimi anni il suo utilizzo è costantemente cresciuto, anche nel nostro paese. ll 15 marzo è arrivata la decisione dell'ECHA, Agenzia europea per le sostanze chimiche, la quale ha deciso che il glifosato non sarà inserito tra le sostanze cancerogene. Precisa che “le prove scientifiche a oggi disponibili non raggiungono i criteri per classificare il glifosato come cancerogeno, agente mutageno o tossico per la riproduzione”.

In passato tante polemiche

Il tema ha suscitato già in passato molte polemiche dove diversi organi hanno espresso pareri contrastanti. In particolare l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC- Organismo dell'OMS) l'aveva definito come probabile sostanza cancerogena. Mentre Efsa, Agenzia Europea per la sicurezza alimentare, aveva stabilito che "è improbabile che sia un rischio cancerogeno per l'uomo". Questa decisione, da parte dell'ECHA, potrebbe favorire il rinnovo dell'utilizzo del glifosato da parte dell'Unione Europea, ormai scaduto. Di fronte alle diverse decisioni degli organi competenti, quest'utima si è rivolta all'ECHA per stabilire se realmente l'erbicida rappresentasse un pericolo.

La protesta di Greenpeace

La protesta arriva anche da Greenpeace che accusa l'ECHA di aver ignorato gli innumerevoli pareri contrari di scienziati indipendenti e di essersi basata su studi non pubblicati e commissionati dagli stessi produttori del diserbante. Per finire sono stati sollevati diverse preoccupazioni, da parte di organizzazioni per la salute e l'ambiente, sui possibili conflitti di interesse all'interno dei componenti della commissione che ha stabilito quanto dichiarato dall'ECHA. A fronte della preoccupazione generata dall'utilizzo del glifosato è nata una petizione per bandire l'utilizzo di questa sostanza chimica in tutta Europa. La raccolta firme rappresenta una iniziativa dei cittadini europei (Ice) che ha bisogno di raccogliere almeno un milione di firme.