Scelta più strategica non poteva esserci: nel giorno della festa delle donne, mentre milioni di rappresentanti di metà della mela sfilano e protestano nelle piazze di tutto il mondo per il riconoscimento dei loro diritti e per accorciare le distanze ancora pesanti con un mondo maschile spesso fatto di soprusi e violenze, la nike, colosso dell'abbigliamento sportivo, ha annunciato di aver finalmente realizzato un prodotto atteso da anni da una fetta di mercato in rosa: il velo per lo sport.

Si tratta del Hijab, velo che si allaccia al collo, in materiale super tecnico, traspirante e modellabile.

Nome del prodotto, manco a dirlo: Pro hijab. Quasi a voler evocare una crociata, in questo caso lecita e santa, perché in nome dello sport e del profitto.

Il velo per lo sport realizzato dalla Nike in collaborazione con atlete musulmane

Intendiamoci: il velo per le sportive è stato solo annunciato oggi furbescamente, perché da qui a essere sul mercato, bisognerà attendere l'inizio del prossimo anno, E un anno di lavoro ha richiesto la fase realizzativa che l'azienda di abbigliamento sportivo ha svolto con la consulenza di atlete musulmane quali la pattinatrice Zahra Lari e la campionessa olimpica di sollevamento pesi degli Emirati Arabi, Amna Al Haddad.

E in effetti l'idea è venuta proprio quando Amna Al Haddad, durante una visita al laboratorio Nike in Oregon, ha confidato di sentirsi a suo agio solo con il velo, ma questo comporta che nel periodo delle gare lo debba lavare tutte le notti.

Da qui l'idea di sostituire il hijab consueto in cotone che trattiene umidità e sudore e che le atlete indossano anche durante gli allenamenti, con un velo fatto con materiale traspirante e leggero, da stringere a seconda delle necessità. Dettaglio estetico, il prodotto sarà disponibile in tre colori: nero, grigio e ossidiana.

Con 'Pro hijab' la Nike cerca di 'convertire' allo sport le donne musulmane

Proponendo 'pro hijab, il colosso americano cerca di 'convertire' allo sport e quindi ai suoi prodotti, un'ampia fetta di potenziale clientela femminile musulmana. In paesi come il Regno Unito ad esempio, la percentuale di donne che praticano sport è molto bassa proprio perché l'offeerta di abbigliamento sportivo a loro adeguato è molto scarsa.

Mentre la pattinatrice Zahra Lari ha annunciato il lancio di 'Pro hijab' con un entusiastico post su Instagram rivelando d'essere orgogliosa d'aver partecipato al progetto, c'è chi contesta alla Nike d'aver solo scoperto l'acqua calda.

In effetti, molto prima della Nike, altre aziende avevano realizzato la versione sportiva dell'hijab, come la Capsters, ben 17 anni fa, che in proposito ha voluto rinfrescare la memoria al suo 'competitor' con un post pubblicato su Facebook.

E alle recenti Olimpiadi di Rio, la schermitrice Ibtihaj Muhammad di New York è stata la prima atleta americana-musulmana a indossare l'hijab con cui ha conquistato una medaglia di bronzo.