Incredibile ma vero: presto sarà possibile fare esami scientifici per risalire al Dna e 'contatttare' l'uomo che fu Leonardo da Vinci: a darne notizia sono, dopo quasi mezzo secolo di studi e ricerche multidisciplinari, due accaniti studiosi 'leonardisti': Alessandro Vezzosi, direttore del Museo ideale Leonardo Da Vinci e Agnese Sabato, storica e presidente dell'Associazione internazionale leonardo da Vinci.

Stasera alle 21, nell'ambito delle celebrazioni leonardiane, presso il teatro comunale di Vinci sveleranno le ultime, inedite scoperte sul padre della Gioconda, e sulla sua famiglia; daranno notizie su reliquie storiche finora sconosciute che con le impronte digitali e le tracce biologiche lasciate dal maestro su manoscritti, disegni e dipinti, potranno portare al suo Dna.

Alla ricerca dell'uomo Leonardo

Avere Leonardo quasi in carne e ossa tra noi; vedere il colore dei suoi occhi e dei suoi capelli, sarà possibile ricavando il suo Dna, in tre modi: attraverso le tracce biologiche rimaste nelle sue opere, pitture e pagine dei quaderni; dai suoi resti mortali; confrontando poi il suo Dna con quello 'estratto' da capelli, ossa, impronte digitali, cellule epiteliali di parenti passati e presenti. Sarà possibile ricostruire il volto di Leonardo, sapere quale era la sua dieta, come stava in salute, che vita conduceva, quali erano le sue abitudibini e, tra le tante cose, quali le abilità visive che gli fecero realizzare i suoi capolavori misteriosi.

Quel che sembrava solo un miraggio, una trovata di sicuro effetto mediatico, sta diventando una concreta possibilità. Stasera a Vinci i due studiosi, in base a centinaia di documenti inediti di cui sono venuti in possesso, riferiranno sulle nuove conoscenze dell'albero genealogico di Leonardo, compresi antenati e discendenti, e sgombreranno il campo su dubbi in merito a una presunta interruzione della discendenza.

Passaggi chiave in vista della cruciale fase operativa: risalire ai caratteri genetici e fisici del genio, avere informazioni sulle sue origini, specie per parte materna. Alle spalle c'è quasi mezzo secolo di studi su Leonardo, la sua vita, l'opera, la famiglia, i suoi luoghi. Ci sono 17 anni di ricerche sul Dna in tutte e due i rami, quello degli antenati e quello dei discendenti

Dall'archivio delle impronte digitali al Leonard Project

Già nel 2000, gli stessi appassionati cultori e studiosi di Leonardo, Vezzosi e Sabato, hanno presentato l' 'Archivio delle imptronte digitali di Leonardo', un primo ambizioso programma di indagini tra opere e codici del maestro, che mirava al suo genoma e che ha visto la partecipazione persino di esperti dell'Fbi e del nucleo investigativo dei carabinieri.

Poi c'è stato il Leonardo Project che, grazie a un team di antropologi, genetisti, storici dell'arte di varie nazionalità, ha permesso di identificare i discendenti del genio rinascimentale.

L'anno scorso i due infaticabili studiosi hanno comunicato gli aggiornamenti sulle scoperte dei discendenti con l'aggiunta di 150 nuovi eredi tra cui anche il regista Franco Zeffirelli, nell'albero genealogico, poi ancora aggiornato proseguendo le ricerche negli ultimi 12 mesi.

Ed ora ecco quest'ultimo tassello che comprenderà anche notizie su reliquie indicate come di Leonardo e rimaste finora sconosciute in rapporto con la tomba nel castello reale di Amboise in Francia. Sarà un po' come avere il grande toscano in mezzo a noi.

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