Una ragazza romena di 16 anni è morta ieri pomeriggio in circostanze tragiche alla stazione di Parona, nel Pavese. I. V., queste le iniziali della ragazza, si trovava sul treno numero 10548 con il suo fidanzato che la stava riaccompagnando alla casa famiglia in cui risiedeva. Il treno era partito dalla stazione di Mortara con destinazione Milano Porta Genova, e si era appena fermato alla stazione di Parona, dove il ragazzo era sceso mentre la giovane aveva tardato a raggiungerlo. Nel frattempo il convoglio è ripartito e la ragazza, forse tentando di scendere in ritardo, si è incastrata con un piede nelle porte automatiche.
Subito il fidanzato ha dato l'allarme gridando aiuto e cercando si strattonarla per liberarla, ma la giovane è rovinata sui binari sotto al treno, che l'ha tranciata a metà. Gli investigatori hanno appurato la regolarità della partenza del treno ed hanno trovato una porta forzata dall'interno. La ragazza era una giocatrice di pallavolo a Pavia ed era ospite di una comunità di Vigevano. Era studentessa presso un istituto professionale di Pavia mentre il suo fidanzato è residente a Mortara.
La tragedia
I soccorritori sono arrivati immediatamente ma hanno potuto soltanto registrare i suoi ultimi attimi di vita. Il suo cuore batteva quando sono arrivati ma si è fermato subito dopo. La circolazione dei treni è stata bloccata per ore, per consentire i rilievi ed i controlli del caso.
Non ci sono state anomalie sulle dinamiche di fermata e ripartenza del treno, nè sull'orario. L'unica alterazione riscontrata è stata la porta "spiombata" dall'interno, forse forzata dalla stessa ragazza quando si è accorta che il treno era già in moto. I piombini della porta infatti sono stati ritrovati all'interno della maniglia della porta. Un azzardo che le è costato caro: non si sa perché non sia scesa con il suo ragazzo ed abbia aspettato. Nelle prossime ore il giovane sarà ascoltato dai carabinieri, dal momento che ieri sera era in stato di choc e non riusciva a parlare. La 16enne si trovava in una comunità perché era stata tolta alla famiglia romena a causa della violenza in famiglia.
Proprio per non assistere ad episodi violenti e ritrovare la pace era stata affidata ai servizi sociali e stava ritrovando la serenità con il fidanzato, con le colleghe della sua squadra e con gli amici. Anche lo sport e gli allenamenti quotidiani l'avevano aiutata a ritrovare il sorriso.