Ieri sera, precisamente alle 19,40 (ora italiana), una scossa fortissima di magnitudo 6.5 ha colpito l'Africa Meridionale. Il potente #sisma, generatosi a circa 22 chilometri di profondità (dati EMSC), ha avuto il suo epicentro in una zona montagnosa, e per fortuna molto poco abitata, dello stato del Botswana. I centri più vicini sono molto poco popolosi. Infatti,bisogna spostarsi di almeno 160 chilometri per trovare la prima città: Serowe, con circa 47 mila abitanti. 239 chilometri a sud dell'epicentro, vicino al confine con il Sudafrica, troviamo Gaborone, che ospita circa 209 mila abitanti.

Immediatamente centinaia di testimonianze sono pervenute al centro di calcolo della zona euro-mediterranea direttamente da queste località. Infatti il Terremoto è stato ampiamente risentito fino a 1000 chilometri di distanza, comprese alcune località affacciate sulla costa di Mozambico, come Maputo, e Sudafrica, a Durban e, più lievemente, a Port Elisabeth. Il sisma è stato avvertito anche negli stati confinanti di Zambia a Nord e Zimbabwe a nordest. Non sono giunte segnalazioni di danni o vittime, come confermano le stesse testimonianze di chi ha avvertito l'evento.

Sismicità dell'Africa.

La scossa che si è verificata ieri sera nella porzione meridionale del continente africano è stata la più forte mai registrata nello stato del Botswana e si può ritenere, dunque, un evento eccezionale. Il terremoto è stato preceduto, diverse ore prima, da una scossa di magnitudo 5.2, centinaia di chilometri più a sud, nel Sudafrica Settentrionale. Anche in questo caso l'evento è stato ampiamente risentito dalla popolazione.

Scosse più violente avvengono di solito con maggior frequenza molto più a nordest, in corrispondenza degli stati orientali, come Tanzania, Uganda, Ruanda, Burundi e Kenya, attraversati dalla Rift Valley, una struttura geologica attiva, come testimoniano anche i numerosi vulcani. Molto più pericolosi sono, però, gli eventi sismici che si verificano in prossimità delle aree densamente popolate affacciate al Mediterraneo, fra Marocco e Algeria, dove quindi il rischio sismico è molto più elevato.

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