Ci sono guerre che, nonostante parecchi chilometri di distanza, rischiano seriamente di compromettere la sicurezza e la stabilità di regioni vastissime. Un'eventuale raid statunitense contro la Corea del Nord non sarebbe archiviato come un episodio isolato, come accaduto per i missili che l'amministrazione Trump ha fatto lanciare in Siria contro una base militare governativa. Kim Jong-un è in grado di reagire ed ha le mani libere in tal senso e, sebbene ci siano reali dubbi sull'effettivo potenziale bellico nordcoreano, è certamente in possesso di armi nucleari e missili che possono raggiungere i vicini alleati di Washington, Corea del Sud e Giappone.

Un eventuale conflitto potrebbe certamente estendersi in tutto l'estremo oriente ed il pericolo che qualcuno usi sconsideratamente le armi nucleari è, purtroppo, da considerare.

L'appello di Rodrigo Duterte

Rodrigo Duterte, presidente delle Filippine, ha espresso tutta la sua preoccupazione nel corso dell'intervento conclusivo del vertice Asean, l'assemblea delle nazioni del sud est asiatico. Il leader del governo di Manila ha invitato Donald Trump ad evitare saggiamente un intervento militare in Corea del Nord. "Non sarebbe un segno di resa - ha detto, idealmente rivolto al suo omologo statunitense - ma semplicemente un'azione giusta per scongiurare i rischi di un olocausto nucleare che potrebbe coinvolgere tutta l'Asia".

Duterte richiama gli Stati Uniti, in quanto maggiore potenza militare ed economica del pianeta, ad un senso di responsabilità. "Ci vuole pazienza e prudenza, non bisogna cadere nelle provocazioni del ledear nordcoreano, stiamo parlando di qualcuno che ama lanciare missili". Il presidente delle Filippine ha annunciato che al più presto chiamerà al telefono Donald Trump.

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