Ci sono uomini che hanno sette vite, almeno per i media internazionali che li hanno dati per morti in più di una circostanza. Il sedicente califfo Abu Bakr al-Baghdadi, considerato il leader supremo dell'Isis, sarebbe morto in questi giorni a Raqqa nel corso di un 'non precisato' raid aereo. A diffondere la notizia è stata la TV di Stato siriana, ma non ci sono conferme ufficiali in merito: né da parte di altri media, né tanto meno da Amaq, principale megafono dell'Isis.

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Si tratta dunque di uno scoop o è una fake news? In realtà potrebbe anche trattarsi di un'indiscrezione non confermata che i media del governo di Bashar al-Assad starebbero utilizzando per fini propagandistici.

Le fonti della notizia

La fonte principale, come detto, è la televisione di Damasco. La notizia è stata ripresa anche dalla versione online dei Daily Mail. "Non è la prima volta che viene diffusa la notizia della morte del leader dell'Isis", sottolinea la nota testata britannica, aggiungendo che "questa notizia è stata presa con scetticismo da parte degli esperti e potrebbe non essere vera".

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Viene inoltre considerata la tesi di una notizia di propaganda. "Sarebbe nell'interesse del governo di Assad affermare che il terrorista più ricercato del mondo è stato ucciso, spacciandola dunque come una vittoria". Ad ogni modo l'indiscrezione è stata riportata anche su altri media internazionali, tra cui la versione italiana di Sputnik.

Catture, ferimenti e morti presunte

Lo scorso febbraio venne diffusa la notizia del grave ferimento di al-Baghdadi nel corso di un raid dell'aviazione irachena nel distretto di al-Qaim.

Successivamente è sceso il silenzio, al momento non è certo dove possa trovarsi il leader dello Stato Islamico e non ci sono ulteriori indiscrezioni sulle sue condizioni di salute. Altre notizie circa il suo ferimento in un raid aereo risalgono al 2015, a riportarlo fu un settimanale statunitense che citò una fonte ufficiale irachena. A novembre del 2014 le sue 'gravi condizioni', dopo un altro bombardamento dell'aviazione irachena, furono oggetto di una news diffusa questa volta da Al Jazeera.

Due anni prima, nel novembre del 2012, quando l'Isis non era ancora considerata una minaccia internazionale ed al-Baghdadi era un alleato del leader di Al-Qaeda, al-Zawahiri, la notizia della sua cattura era stata diffusa dalla tv irachena, ma venne smentita pochi giorni dopo dai portavoce del futuro califfato. Allo stato attuale, la presenza del califfo nero in Siria è molto probabile: dopo l'avanzata della coalizione a guida USA su Mosul, infatti, Abu Bakr al-Baghdadi avrebbe lasciato l'Iraq e si sarebbe rifugiato a Raqqa.

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Ovviamente, anche in questo caso, mancano conferme ufficiali, ma la tesi trova d'accordo parecchi esperti.

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