"Stiamo gestendo la carenza di acqua come un'emergenza. Necessitano nuovi invasi. Secondo i dati Ispra ogni anno cadono in Italia 300 miliardi di metri cubi d'acqua, ma ne riusciamo a captare solo l'11 per cento. Poco". Così il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, alla riunione straordinaria dell'Osservatorio permanente del Distretto padano tenutasi alla Prefettura di Piacenza. Un incontro convocato per fare il punto sul problema siccità nella Penisola, nonché sulle iniziative relative alla programmazione.

Per il territorio di Piacenza e quello di Parma, il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d'emergenza a causa della crisi idrica. Alla riunione hanno partecipato Anna Palombi, prefetto di Piacenza; Paola De Micheli, sottosegretario di Stato al ministero all'Economia, e Paola Gazzolo, assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna.

La risposta del Governo

Il ministro Galletti ha sottolineato che "la risposta del Governo è stata tempestiva", facendo riferimento allo stanziamento di 8 milioni e 650 mila euro, da utilizzare per la ricerca di pozzi e in un sistema di autobotti che permetta prelievi chiaramente in deroga al minimo deflusso vitale. Galletti ha parlato anche di un accordo tra Liguria ed Emilia Romagna, relativamente all'autorizzazione dei 4 milioni di metri cubi di acqua dalla diga del Brugneto.

La situazione è monitorata costantemente, ma in questo momento urgono "interventi strutturali" anche per evitare che, ogni anno si perda acqua piovana, la stessa acqua che potrebbe sostenere l'agricoltura. Condivisa, in tale contesto, l'opportunità di semplificare in maniera efficace la burocrazia.

Gli effetti delle 'anomalie idrogeologiche e termiche'

In una nota apparsa giovedì sul sito web del ministero dell'Ambiente, Galletti aveva evidenziato gli effetti "delle anomalie idrogeologiche e termiche" su tutto il territorio nazionale "dalla fine del 2016" e nei "primi cinque mesi del 2017".

Effetti definiti "evidenti" nella zona padana e nelle Alpi orientali e perfino sul lago di Bracciano. Gli osservatori distrettuali permanenti sugli utilizzi idrici, che sono stati istituiti nel luglio dello scorso anno, su iniziativa del ministero, con la finalità di garantire un'ottimale gestione dell'acqua, si riuniscono ogni settimana. Attenzioni puntate sulle misure ritenute maggiormente idonee per fare fronte ai casi più critici.

Intesa tra enti

Sul bacino dell'Adige, per superare l'accentuata scarsità idrica, l'Osservatorio del distretto delle Alpi orientali ha promosso un'intesa fra le amministrazioni regionali e provinciali che sono interessate: Province di Bolzano, Trento e Regione Veneto, assicurando da parte dei gestori idroelettrici il mantenimento dei livelli di deflusso, che sono necessari per l'uso potabile nei centri del Polesine.

Nuovamente in calo i valori di portata sul bacino del Po, dopo un leggero aumento riconducibile alle precipitazioni atmosferiche della scorsa settimana.

Non piove come dovrebbe

La siccità è un problema serio. Periodi più o meno lunghi e intensi possono condurre a conseguenze ambientali di notevole gravità sul piano economico e su quello sociale: diminuzione della quantità di acqua disponibile, morte di bestiame, riduzione dei campi coltivati, incendi e altri risvolti negativi.

La siccità è da sempre considerata un flagello, fonte di carestia. Anche nelle economie avanzate può rivelarsi causa di enormi danni. In Italia non piove come dovrebbe nella media da circa un anno. Dalla Coldiretti fanno sapere, inoltre, che le precipitazioni in primavera sono risultate circa il 50 per cento in meno rispetto al periodo di riferimento. Anche l'inverno ha rivelato un "deficit idrico" del 48 per cento. L'andamento anomalo del 2017, con la seconda primavera più calda dal 1800 ai nostri giorni, conferma la tendenza ai cambiamenti climatici.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto