Ad un giorno dalla grave tragedia che ha colpito la capitale inglese, più che fare il conto delle vittime infuriano le polemiche. Le ultime notizie parlano di 12 morti e almeno 50 feriti, di cui una decina piuttosto gravi. Molti ancora i dispersi, tra cui anche i due fidanzati italiani, Gloria Trevisan di 27 anni e Marco Gottardi di 28, entrambi veneti. I nostri due giovani connazionali sono architetti e si sono trasferiti a Londra nel marzo scorso, probabilmente in cerca di nuove opportunità di lavoro, abitavano al 23esimo piano della torre incendiata.

Il bilancio della tragedia della Grenfell Tower potrebbe aggravarsi nel corso della giornata. Le autorità inglesi, infatti, non sperano più di trovare persone vive all’interno del grattacielo.

Le accuse della stampa

Mentre i testimoni oculari, sconvolti dalla tragedia che si consumata davanti ai loro occhi, paragonano l’incendio della Grenfell Tower alle scene disperate delle vittime dell’11 settembre americano, i media inglesi lanciano le prime accuse. I cronisti dei principali quotidiani britannici si sono subito prodigati a cercare le prove di quella che sembra essere una tragedia annunciata.

Materiali scadenti e contestazioni da parte dei residenti del palazzo rimaste inascoltate, sono questi gli elementi principali su cui si basano le accuse lanciate dai media. Il Times mette in evidenza il tempo impiegato dalle fiamme per avvolgere l’intera struttura dell’immobile di 24 piani: 15 minuti appena. Il quotidiano sottolinea il fatto che gli abitanti del grattacielo, che avevano formato il comitato Grenfell Action Group, proprio a questo riguardo, avevano da tempo denunciato il rischio che il palazzo, in caso di incendio, sarebbe diventato una trappola.

A fargli eco il Guardian, che punta direttamente ad evidenziare come gli avvertimenti dei residenti siano stati ignorati. Anche il conservatore Daily Telegraph dà voce alle preoccupazioni inascoltate degli inquilini che dimoravano all’interno delle 120 unità abitative: 500 persone in tutto. Chi avrebbe dovuto raccogliere gli avvertimenti d’allarme ha glissato, scrivono i giornalisti. Mentre i tabloid Daily Mail e il Sun si chiedono come “diavolo sia accaduto” e che chi di dovere ha affermato che “era sicuro”.

I pompieri pronosticano tempi di controllo lunghi

Il capo dei vigili del fuoco, Dany Cotton, ha dichiarato durante la conferenza stampa, che per controllare ogni angolo dell’edificio ci vorranno parecchie settimane. Fortunatamente la struttura non sembra a rischio collasso e il lavoro dei pompieri può proseguire in sicurezza al suo interno. Il numero delle vittime non si conosce ancora, ha concluso la Cotton. Ha fatto il giro del mondo il video del bimbo che è stato lanciato nel vuoto dalla propria madre, e afferrato al volo da un uomo, che in questo modo gli hanno salvato la vita. Da Buckingham Palace la regina manda il suo cordoglio alle vittime, mentre Theresa May, sarà in giornata sul luogo della tragedia.

La tragedia annunciata

I residenti del palazzo avevano formato un comitato, il Grenfell Action Group, preoccupati dalle condizioni non sicure della struttura. Gli allarmi erano stati rivolti in primo luogo alla società proprietaria del grattacielo, la Kensington and Chelsea Tenant Management Organisation (KCTMO), la quale però aveva risposto che il palazzo era sicuro ed erano state rispettate tutte le norme sulla sicurezza. La Grenfell Tower era stata costruita negli anni ’70 e completata nel 1974, ma era stato ristrutturata di recente. I lavori di ristrutturazione si erano conclusi nel maggio del 2016, per un valore totale di 8,6 milioni di sterline.

I dubbi dei residenti riguardavano il materiale isolante utilizzato per rivestire il palazzo e l’uso esagerato di pannelli in plastica, altamente infiammabili, che rendeva elevato il rischio di incendio. Ad aggravare ulteriormente i dubbi e le preoccupazioni degli inquilini, le confuse istruzioni antincendio fornite dai proprietari dell’immobile e affisse in ogni piano del palazzo: i cartelli invitavano le persone a chiudersi in casa ed attendere i pompieri. Consigli che si sono rivelati fatali, anche perché il sistema antincendio non ha funzionato.

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