Duro colpo al narcotraffico. Attraverso un’operazione congiunta dell’Arma dei Carabinieri italiana e dell’Unità Centrale Operativa della Guardia Civil spagnola, è stata smantellata una rete internazionale dedita al traffico e allo spaccio di ingenti quantità di cocaina proveniente dal Sudamerica. 54 in tutto le persone arrestate, denunciate per il reato di associazione in traffico internazionale di stupefacenti con l’aggravante delle modalità mafiose. Le 3 persone finite in manette in Spagna sono di nazionalità colombiana, cinese e panamense.

Durante le perquisizioni dei Carabinieri sono stati rinvenuti quintali di droga, per un valore che supera il miliardo e trecento milioni di euro.

La Spagna era la sede delle riunioni

Le persone arrestate in Spagna facevano da intermediari tra i cartelli delle droga sudamericani e l’organizzazione mafiosa calabrese "’Ndrangheta". L’organizzazione criminale usava il paese iberico come sede operativa per la gestione del traffico della sostanze stupefacenti. Era infatti in Spagna che si svolgevano le riunioni tra i dirigenti dell’associazione criminale italiana e gli intermediari delle organizzazioni del narcotraffico sudamericani, a cui seguivano le contrattazioni, le transazioni e lo stoccaggio della merce per la sua destinazione finale.

La droga era infatti destinata all’Italia, e serviva a rifornire soprattutto i mercati capitolini dei quartieri di Montespaccato, Torrevecchia, Primavalle, Casalotti e Borgata Ottavia. L’operazione internazionale portata avanti dai Carabinieri, la Guardia Civil spagnola e la Polizia panamense, denominata San Martino, era iniziata nel 2014 e ha tenuto le forze dell’ordine dei tre Paesi impegnate in una lunga indagine, il cui scopo principale era lo smantellamento dell’organizzazione criminale dedita al traffico di droga, al riciclaggio di denaro, all’estorsione e altri delitti di tipo mafioso.

L’Ndragheta calabrese gestiva il commercio

La rete criminale smantellata dalle forze dell'ordine, era composta da individui di origine calabrese, residenti e operanti a Roma, strettamente collegati al gruppo mafioso della ‘ndrina Filippone – Bianchino – Petulla, con il quale gestivano il narcotraffico per il mercato italiano. Durante le perquisizioni eseguite dai Carabinieri sono stati rinvenuti 600 chili di cocaina, giunti in Italia nascosti all’interno di strutture metalliche di diversi macchinari.

Tra i 54 arrestati, tre erano residenti in Spagna, due nella provincia di Malaga e uno già detenuto in una prigione spagnola per altri reati. La rete era stata strutturata in due cellule, attraverso cui si concretizzavano i diversi passaggi della compravendita e della distribuzione della droga: la prima legata alla mafia calabrese si occupava dell’acquisto di ingenti quantità di stupefacenti, attraverso i suoi intermediari spagnoli che tenevano i contatti con i narcotrafficanti sudamericani, e l’altra, con sede nei quartieri della periferia di Roma, si dedicava alla distribuzione.

Le indagini dei carabinieri

È stata la Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Roma a coordinare l’indagine che ha portato all’arresto di 54 persone che operavano tra Roma, Napoli, Reggio Calabria, Spoleto, Rieti e Lecce, con ramificazioni sino alla Spagna e a Panama.

Durante le complesse e lunghe indagini, durate oltre 3 anni, i carabinieri sono riusciti ad individuare e smantellare un’organizzazione criminale, di stampo mafioso, che monopolizzava il traffico di immensi quantità di hashish, cocaina e marijuana nei quartieri romani di Montespaccato, e di un’altra diretta da un calabrese stabilitosi da tempo nella capitale, che gestiva il mercato di Torrevecchia, Primavalle, Casalotti e Borgata Ottavia ed era strettamente legato alla ‘Ndragheta Reggina. Ingenti i danni arrecati all’organizzazione malavitosa, che si è vista decurtare le proprie entrate di oltre un miliardo e trecento milioni di euro.

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