Una terra sempre più insicura per gli esseri umani. Il gigantesco incendio divampato nel centro del Portogallo è la catastrofe più funesta che abbia colpito il Paese nella storia recente. A dirlo è il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa, il quale aggiunge che: “Questa tragedia è per noi immensa, siamo molto addolorati per le vittime e le loro famiglie a cui esprimiamo la massima solidarietà”. “Ciò che ci pare ingiusto è che questa tragedia ha colpito – ha concluso de Sousa – proprio quella parte della del Portogallo di cui si parla pochissimo, una zona rurale molto isolata”.

Sono più 2000 i pompieri ancora all’opera e oltre 660 i veicoli impiegati per aver ragione delle fiamme. Arrivati ieri i primi aiuti internazionali, attesi per oggi due aerei italiani e due spagnoli.

Ondata di cordoglio in tutto il Paese

Finora sono 62 le vittime perite nel più vasto incendio che ha colpito il Portogallo negli ultimi decenni. L’esclusione della pista dolosa non rende meno amaro il sacrificio di tante persone, a cui si aggiungono 62 feriti di cui 5 gravi, un bambino e 4 pompieri. Nonostante siano calate almeno un po’ le temperature il rischio che divampino nuovi focolai, che nella nottata sono scesi a 35, rimane molto alto.

Secondo i vigili del fuoco portoghesi a provocare l’innesco è stato un fulmine che ha colpito un albero nella regione di Pedograo Grande; la furia dell’incendio si sta ora propagando verso le regioni confinanti di Castelo Branco e Coimbra. Il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi, sono diversi i villaggi che hanno subito l’assedio delle fiamme, soprattutto nei paesi di Pedrogao Grande, Figueiro Dos Vinhos e Castanheira de Pera.

La regione era interamente coperta di pini ed eucalipti, che sono stati completamente devastati dalle fiamme. Secondo la protezione civile la maggior parte delle persone rimaste uccise, sono morte all’interno delle loro auto mentre circolavano, tra Figueiro dos Vinhos e Castanheira de Pera, sulla statale 236. Maria de Fatima Nunes, una delle sopravvissute all’inferno, ha raccontato a una tv porthese: “Ho pensato che fosse arrivata la fine del mondo.

Pensavo che non ne sarei uscita viva”.

L’allarme non è ancora stato fatto rientrare

A morire sono stati anche gli abitanti delle zone isolate, le cui case erano disseminate per le campagne. Nel mentre sono stati evacuati tre villaggi vicini a Pedrogao Grande. Il premier Antonio Costa ha detto che le persone sono morte perché sorprese dal fuoco che non hanno dato loro il tempo di lasciare le proprie case. Nonostante il Primo Ministro abbia dato l’ordine di rispettare gli ordini di evacuazione, c’è chi ha deciso di rimanere nelle proprie abitazioni e di tentare di difendersi da solo dall’incendio.

Come ha dichiarato Fernando Pais, un agricoltore 50enne, che vive a Trempostos vicino a Campelo: ”Io, mia moglie e mio figlio non ce ne andremo. Se la casa brucerà perderemo tutto e nessuno ci aiuterà”. Pais e la sua famiglia stanno tentando di arginare il muro di fuoco muniti di una semplice pompa per annaffiare.

Aiuti internazionali in arrivo

Ieri gli aiuti sono arrivati dalla vicina Spagna e dalla Francia, 7 Canadair in tutto, 4 spagnoli e due francesi. Per oggi sono attesi due aerei dall’Italia e altri due dalla Spagna. Ma arriveranno anche rinforzi di terra, così come richiesto da Lisbona.

Si è infatti attivato il meccanismo di protezione civile europeo, che funziona ogni qualvolta i governi ne facciamo richiesta per far fronte ad emergenze gravi. Il grande fronte di calore che ha dato l’avvio a questa torbida estate del 2017, arrivato con oltre un mese di anticipo, ha fatto registrare nel weekend, in varie regioni del Portogallo, temperature che superano i 40 gradi. Risparmiato da vasti incendi nel biennio 2014-15, il Portogallo è però stato colpito duramente lo scorso anno quando sono andati in fumo circa 100mila ettari di bosco. Nella sola isola di Madera, i roghi del 2016 erano costati la vita a 3 persone e la distruzione di oltre 5400 ettari di selva.

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