Quando la vittima è lui. Questa è una storia di violenza domestica che si è prolungata per nove lunghissimi anni. Una violenza atroce, accanita, devastante: ma stavolta la vittima è un uomo che dopo tanto tempo ha trovato il coraggio di denunciare la sua aguzzina, moglie e madre della loro figlia. Ieri c'è stata la prima udienza davanti ai giudici del tribunale di Salerno. Si tratta di un caso significativo perché fa luce su un fenomeno che stenta a venire a galla ma esiste: quello della violenza femminile sugli uomini nelle sue molteplici forme che in Italia, senza nulla togliere alla gravità della violenza maschile sulle donne, conta già circa 4 milioni di vittime.

Un calvario lungo 9 anni

Bastonate, calci, pugni, violenze fisiche e verbali dal 2006 al 2015: un calvario lungo 9 anni. Fino a quando la vittima, un marito distrutto, ha trovato il coraggio di denunciare e ha messo in moto la macchina della giustizia a Salerno, comune dove sono accaduti i fatti. Maltrattamenti aggravati dal fatto di essere stati compiuti davanti alla figlia piccola, e violazione degli obblighi di assistenza familiari: sono le pesanti accuse di cui deve rispondere l'ex moglie comparsa davanti ai giudici della terza sezione penale del tribunale di Salerno.

Secondo il racconto fatto dall'uomo che ha ricostruito in aula nove anni d'inferno, la sua storia matrimoniale era contraddistinta da minacce e percosse.

Spesso veniva malmenato con una bastone. Se non era maltrattato, era solo perché la donna abbandonava il tetto coniugale e spariva per settimane. Le accuse sono state confermate dalla deposizione della sorella della vittima che ha raccontato anche un episodio inquietante: di quando la sua ex nuora le distrusse l'abito da sposa mossa da invidia.

Ora sarà il tribunale ad accertare esattamente cosa sia accaduto e perché la donna malmenava il coniuge.

Uomini vittime di vessazioni e botte da parte di mogli e compagne

A dare un'idea del fenomeno che comincia lentamente ad uscire allo scoperto, è il centro Ankyra di Milano, l’unico, insieme al Ceav di Vicenza che si occupa di mariti vittime di violenza domestica.

Ci sono uomini maltrattati da mogli e compagne, padri separati che subiscono violenza. Il centro Ankyra ogni anno riceve tra le 80 e le 100 chiamate da parte di vittime maschili di stalking o abusati. Denunce che arrivano da tutta Italia anche se il centro, attivo solo a Milano, può seguire solo alcune segnalazioni. Le percosse agli uomini, con calci, morsi, graffi, schiaffi, capelli strappati, sono più frequenti di quanto si possa immaginare.

Violenze femminili subdole e crudeli

Rientrano tra le violenze a danno di mariti ed ex mariti, le false denunce di abuso nei confronti dei figli per averne l'affidamento esclusivo in caso di separazioni ad elevata conflittualità, e persino levare al padre la possibilità di vedere i figli.

Violenze sono anche le forme di stalking fatte con lo stesso intento, o la cosiddetta "alienazione parentale": quando la madre fa di tutto per mettere in cattiva luce il padre agli occhi dei figli. La minaccia di portare via i bambini, che spesso si tramuta in realtà, è una forma di maltrattamento non meno grave. Realtà che schiacciano migliaia di uomini e stentano a diventare pubbliche perché gli uomini che subiscono violenza, più delle donne, non hanno il coraggio di denunciare, temono di essere irrisi, o peggio di perdere i figli. Inoltre al momento in Italia esistono solo due centri antiviolenza per soccorrere il mondo maschile ferito.

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