“La totale depravazione del crimine, un padre che uccide suo figlio, parla per se stessa”. Con questa motivazione il giudice della Corte suprema degli Stati Uniti Elpedio N. Vitale ha inflitto una condanna esemplare a Tony Moreno. L’uomo passerà i prossimi 70 anni in carcere. I fatti risalgono al 2015. Una storia di vendette e ricatti familiari e un tentativo di suicidio non riuscito. In Italia sconvolgono l’opinione pubblica la morte di Francesco, il bimbo di sette anni morto per un’otite, e quella del neonato appena partorito abbandonato sul ciglio della strada a Settimo Torinese.
Voleva punire la madre di suo figlio
Secondo il giudice a spingere Moreno a gettare da un ponte il figlioletto di appena 7 mesi Aaden, il 5 luglio del 2015, è stato il suo risentimento nei confronti di Adrianne Oyola: “La sua azione è stata la culminazione della sua crescente ostilità verso la madre del bambino”, ha infatti motivato il giudice. Un caso di ordinaria follia, consumata nella cittadina di Middletown in Connecticut, che ha suscitato grande scalpore mediatico per l’empietà del delitto, e ora ancora di più per l’esemplare condanna inflitta al padre del bambino. A nulla sono valse le argomentazioni portate avanti dall’avvocato della difesa Norman A. Pattis, che ha tentato di convincere il giudice che Moreno non ha mai avuto intenzione di uccidere il bambino.
Pattis, durante il dibattimento, ha infatti spiegato che il suo assistito si era recato sul ponte con l’intenzione di suicidarsi e che la morte di Aaden è stata accidentale, il bambino sarebbe scivolato dalle mani del padre. Una tesi che non ha convinto affatto il giudice e soprattutto la madre del piccolo, la quale ha dichiarato alla stampa che non perdonerà mai Tony Moreno per averle strappato suo figlio: “Ogni mattina mi alzo sperando che sia solo un incubo e che il mio bambino sia tra le mie braccia – ha detto Adrianne Oyola ai giornalisti – Sto provando a perdonarti, ma credo che sarà impossibile” ha concluso rivolgendosi direttamente a Moreno. L’avvocato della difesa aveva chiesto al giudice una sentenza minima di 25 anni, ma il magistrato ha ritenuto che, data l’efferatezza del delitto, Tony Moreno dovesse passare tutto il resto della sua vita in carcere.
I casi recenti di infanticidi italiani
Vi sono delitti che lasciano il segno e delitti che non verranno mai perdonati dall’opinione pubblica. Tra questi occupano un posto di rilevanza gli atti di violenza compiuti contro i bambini. Ha suscitato grande clamore nei giorni scorsi la morte di Francesco, di soli 7 anni, a causa di un’otite curata con farmaci omeopatici. Man mano che le indagini proseguono i contorni della vicenda si fanno sempre più cupi. Massimiliano Mecozzi, il medico omeopata che aveva in cura il piccolo, avrebbe fatto parte di un gruppo mistico, Roveto Ardente, che non crede nella medicina per guarire ma nella preghiera e che aspetta l’apocalisse. Altro caso inquietante è quello del neonato ritrovato da un passante sul ciglio della strada a Settimo Torinese.
Il bimbo avvolto in un asciugamano, aveva ancora il cordone ombelicale attaccato, probabilmente era nato da poche ore, trasportato d’urgenza all’ospedale Regina Margherita di Torino è morto subito dopo. La madre, un’italiana di 34 anni, è sotto interrogatorio, si ipotizza che abbia gettato il bimbo dal balcone subito dopo averlo partorito.