Severino Antinori, noto ginecologo citato in giudizio da un'infermiera spagnola che avrebbe subito un prelievo coatto di ovuli, ha rivelato ai giudici del Tribunale di Milano che quella donna lo obbligò a consumare un rapporto 'intimo' con lei. Quell'infermiera gli sarebbe stata presentata da un'amica, a Siviglia. Il medico ha dichiarato di aver respinto, inizialmente, le avances dell'infermiera ma ha raccontato che, in un secondo momento, cedette e consumò un rapporto 'piccante' con lei. Nettamente opposta la versione dell'infermiera spagnola, che avrebbe respinto un rapporto con Antinori perché era più vecchio di suo padre.
Chi avrà ragione?
Antinori ribadisce di non aver obbligato l'infermiera al prelievo di ovuli
Lunga la testimonianza rilasciata, nelle ultime ore, da Antinori ai giudici milanesi. Il ginecologo ha affermato che l'infermiera non solo lo obbligò a consumare un rapporto 'intimo', ma gli rubò anche un Rolex e 700 euro all'Hotel Marriott di Milano. La spagnola, secondo il medico, aveva sempre bisogno di soldi. Una volta gli avrebbe chiesto denaro per curare la madre malata. Ricostruzioni nettamente discordanti quelle offerte dal celebre ginecologo e dall'infermiera 24enne. Lui ha ribadito anche ieri di non aver mai voluto prelevare coattamente gli ovuli alla spagnola; lei, invece, sostiene l'esatto contrario.
Severino Antinori non avrebbe assolutamente obbligato l'infermiera al prelievo di ovuli, garantendo che i 'consensi erano firmati e rifirmati ad abundatiam'. La donna, secondo il luminare, era serena prima dell'intervento. L'accusa sostiene che la donna aveva delle ecchimosi ai polsi dopo il prelievo, indizio di una presunta coercizione. Il ginecologo nega ogni addebito a riguardo, reputando che qualche lesione se la sia provocata da sola, probabilmente al risveglio.
'Ho rivoluzionato la fecondazione assistita in Italia'
Ieri, a Milano, Severino Antinori si è detto ancora una volta innocente. Ai giudici ha dichiarato che non aveva certamente bisogno degli ovuli di quell'infermiera, visto che lui ha 'rivoluzionato la fecondazione assistita in Italia', aiutando principi e capi di Stato ad avere figli.
Eppure la Procura è convinta che il medico abbia sedato l'infermiera spagnola, prelevandole poi gli ovuli senza la sua volontà. Lo scorso marzo, il difensori di Severino Antinori, Carlo Taormina, aveva definito 'inspiegabile' la 'crociata' che la Procura milanese aveva iniziato contro il suo assistito. Il processo continua. Il ginecologo, intanto, è stato sospeso dall'esercizio della sua professione.