Era il 16 giugno quando la Russia aveva affermato la possibilità che il califfo Al Baghdadi, l’uomo a capo dello Stato Islamico, fosse stato ucciso durante un proprio raid aereo del 28 maggio scorso. Una notizia data in ogni caso con molta prudenza e incertezza, dato che già numerose volte era stato dato per morto: l’ultima volta nel giugno del 2016, quando alcuni report affermavano che fosse stato colpito da uno strike aereo statunitense.

La morte del califfo annunciata da un'emittente irachena

La notizia pare sia stata oggi confermata dai media iracheni, che lo avrebbero scoperto grazie ad una fonte non meglio precisata interna all’ISIS.

Un comunicato dello Stato Islamico informerebbe i suoi miliziani della morte del califfo, richiederebbe di continuare a lottare fino alla morte proseguendo la guerra santa e annuncerebbe la necessaria prossima elezione di un nuovo califfo.

La fonte avrebbe reso noti i fatti alla televisione Al Sumariya, la quale, in passato, aveva dato notizie, successivamente riconosciute false, del ferimento di Al Baghdadi. Se l’emittente in questo caso avesse tuttavia ragione, ci sarebbero ulteriori dettagli interessanti: la fonte avrebbe infatti riferito anche che la morte del califfo avrebbe aperto una stagione di crisi interna allo Stato Islamico. Il vuoto di potere, infatti, avrebbe scatenato delle rivalità intestine tra i fanatici dell’ISIS, e la mancanza o la debolezza di direttive centrali potrebbe causare non poche difficoltà ai terroristi.

La notizia, forse, andrebbe comunque presa con le pinze.

Stato Islamico sempre più in difficoltà

Lo Stato Islamico sta vivendo un momento di forte crisi, di cui la presunta morte di Al Baghdadi è solo un fattore. Pochi giorni fa, infatti, il primo ministro iracheno ha dichiarato la iberazione di Mosul, ormai ex roccaforte del califfato, dove lo stesso Al Baghdadi aveva annunciato la nascita dello Stato Islamico il 29 giugno 2014 mettendosene a capo.

Le ultime sacche di resistenza sono state debellate; i terroristi, tuttavia, ormai ridotti in un fazzoletto di terra, hanno lottato fino alla morte auto-immolandosi e devastando la città vecchia dove erano rintanati. La perdita di Mosul è un grave perdita per lo Stato Islamico: ormai ex capitale, proprio nella moschea Al-Nuri di questa città Al Baghdadi si era autoproclamato califfo, cioè successore di Maometto e di tutti i musulmani.

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