Poche ore fa, alcuni gruppi armati legati al governo venezuelano hanno seminato il panico in alcuni punti della capitale. I cosiddetti "colectivos", gruppi di chavisti, miravano ad impedire i blocchi stradali di protesta che erano stati eretti per manifestare contro il presidente Nicolas Maduro. Ci sono stati spari e ferimenti negli incidenti provocati dai miliziani: secondo le prime notizie giunte dal Paese sudamericano, per fortuna non dovrebbero esserci molti feriti.

Gli spari erano diretti verso il centro abitato, ed avrebbero potuto colpire chiunque si trovasse per strada. Sono stati pubblicati alcuni filmati realizzati dai cittadini, i quali hanno ripreso i "colectivos" mentre bloccavano con le moto una parte di strada e sparavano in aria, per poi allontanarsi senza che nessuno intervenisse. I gruppi governativi hanno agito a volto coperto per non lasciarsi identificare.

Perché il Governo difende Maduro dalle proteste popolari?

Nicolás Maduro Moros è un ex sindacalista divenuto Presidente della Repubblica del Venezuela il 14 aprile 2013, ed è il successore designato dell'ex presidente Hugo Chavez che, durante i suoi ricoveri ospedalieri per curare un cancro, aveva indicato Maduro come ottimo successore. Il nuovo Capo di Stato ha seguito la linea chavista del socialismo bolivariano, non riuscendo però a scongiurare la crisi economica del Paese che ha causato gravi problemi, razionamenti e scarsità di generi di prima necessità.

Inoltre la corruzione e la cattiva gestione dello Stato hanno portato la popolazione a protestare già da diversi anni, ma fino ad ora il Governo aveva sempre dichiarato di tollerare le proteste pacifiche e, soprattutto, non aveva mai sparato sulla folla.

La protesta

La protesta è stata organizzata dall'opposizione, dopo la decisione del Presidente di convocare, il prossimo 30 luglio, le elezioni della Costituente per riscrivere la Costituzione e mettere in mora l'Assemblea Nazionale.

Quest'ultima però ha reagito, istituendo un referendum per il 16 luglio, allo scopo di mettere in mora proprio Maduro, per evitare i "pasticci" ed i maneggi che hanno portato alle elezioni del 2013. L'attuale leader venezuelano, per assicurarsi una maggioranza, ha modificato il sistema di voto per garantirsi il controllo delle zone meno popolate dello Stato e quelle in cui ci sono i fedeli del regime.

Già alcuni giorni fa, un attacco al palazzo della Corte suprema a Caracas, definito un atto di terrorismo, aveva messo in evidenza il desiderio di ribellione da parte della popolazione, contro un governo che viola i diritti umani.

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