Secondo una notizia fornita in esclusiva dal TG1, la Procura di Rieti ha fornito i nominativi di coloro che risulterebbero essere i primi cinque indagati per il crollo del plesso di case popolari "Ater" di Amatrice, avvenuto durante le scosse sismiche dell'agosto scorso (l'episodio ha causato diciotto morti). I soggetti in questione, a detta della Procura, sarebbero responsabili della ditta che ha lavorato alla costruzione del plesso edile. Queste le parole del pm Maruotti: "Considerando il modo in cui sono state edificate, le palazzine avrebbero comunque subito un crollo".

Nomi degli indagati

Questi i nomi dei soggetti implicati nell'episodio: Serafini Luigi (amministratore della società edile incaricata alla costruzione); Boni Ottaviano (direttore della società "Sogeap"); Scacchi Maurizio (geometra); Aleandri Franco (presidente dell'istituto Autonomo per le Case Popolari); Tilesi Corrado (all'epoca assessore del comune).

Saieva-Maruotti: opinioni del Procuratore-capo e del pm

A detta dei due giuristi che hanno gestito e guidato le indagini, il plesso edile era risalente al decennio 1970; secondo il servizio del telegiornale nazionale, in questa occasione, stando alle statistiche, si sarebbe verificato il maggior numero di vittime di tutte quelle del sisma che ha colpito la città: dati, ovviamente, che fanno riflettere circa la gravità della situazione smascherata dagli inquirenti.

Queste le parole dei pm: "Armatura e pilastri presentavano, nel loro complesso, una struttura esigua, con spessore pari a venti centimetri", ovviamente eccessivamente ridotto, stando alle regole di urbanistica e di edilizia cittadine.

Saieva: "Le palazzine sono state costruite molto male"

Il Procuratore Giuseppe Saieva ha aggiunto: "Inutile affermare che il plesso sia stato edificato molto male, cosa che non è stata affatto riscontrata per le altre palazzine costruite nella medesima piazza da parte della stessa associazione; è ovvio che siano tutti andati a risparmio sui materiali da costruzione per ovviare a problemi di guadagni e di costi". Ha, egli, inoltre, avuto modo di sottolineare, mettendo in riìsalto il suo rammarico e la sua delusione: "E' lo Stato che ha edificato queste palazzine: ciò ci rende molto addolorati: sarebbe opportuno fare di più, soprattutto in vista di un pubblico interesse e di una pubblica responsabilità, ove la gravità risulta essere maggiore" .

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