Le polemiche per il blitz avvenuto ieri alle prime luci dell'alba sono appena cominciate. Mentre Roma era ancora avvolta dal sonno, lo sgombero dei profughi accampati nei giardini di Piazza Indipendenza, a Roma, ha visto per la prima volta l'utilizzo di manganelli, idranti e "maniere dure" contro centinaia di rifugiati tra cui donne e bambini, provocando numerosi contusi e alimentando molte polemiche sull'utilizzo di "metodi neofasciti".

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Roma: scene di 'guerriglia urbana'

I profughi sgomberati occupavano uno stabile di Via Curtatone. Lo sgombero è avvenuto sotto gli occhi terrorizzati di molti bambini, che dopo aver assistito a vere e proprie scene di guerriglia urbana tra le forze di polizia e i rifugiati, "sono stati caricati dalla forze dell'Ordine e portati in Questura", come sostiene Andrea Iacomini, rappresentante dell'Unicef Italia.

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"I bambini caricati battevano terrorizzati contro i vetri in preda al terrore", asserisce sempre Iacomini, che mette in evidenza la violenza inopportuna dei poliziotti, che per l'occorrenza si sono schierati in tenuta anti-sommossa e non hanno esitato a utilizzare metodi fin troppo drastici, azionando idranti "contro donne inginocchiate per terra e con le braccia alzate in segno di resa". Tempestivi i soccorsi delle ong e dei volontari che seguivano le operazioni di sgombero.

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Politica

Contrariati anche i volontari di Medici senza frontiere, per i quali "è vergognoso che la mancanza di soluzioni abbia portato all'utilizzo della violenza". Il bilancio infatti è di circa 13 feriti, e tra loro sono presenti donne e disabili.

Civati: 'Minniti si dimetta'

Al coro di chi accusa di neofascismo il ministro dell'Interno Minniti, si unisce il leader di Possibile, Pippo Civati. Dopo gli scontri di Roma, infatti, ha ribadito insieme agli altri deputati del suo partito, l'incapacità del Viminale nel gestire una situazione così delicata.

"Il Ministro minniti deve rassegnare le dimissioni", dichiara, sostenendo come le politiche "neosalviniste" e "neofasciste", abbiano vergognosamente "portato alla violazione dei diritti fondamentali previsti dalla Costituzione". Un intervento che Civati sintetizza con il termine di "razzismo istituzionale", ribadendo come le forze dell'ordine, sotto libera concessione di Minniti, abbiano dato vita "ad una delle pagine più vergognose, che non avremmo mai voluto leggere nel 2017".

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"Se tirano qualcosa spaccategli un braccio"

A far discutere molto, anche la frase di un funzionario di polizia durante lo sgombero dei profughi di Piazza Indipendenza. La frase incriminata, rivolta dall'uomo ai suoi uomini, è stata filmata e il video è ora finito su tutti i siti. "Questi devono sparire. Se tirano qualcosa spaccategli le braccia". Episodio che ha spinto la questura di Roma ad aprire un indagine per chiarire quanto avvenuto durante lo sgombero, in un clima ormai surriscaldato dalle polemiche della sinistra che reputa ingiustificabile il comportamento delle forze dell'ordine.

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Importante, in merito, anche l'intervento del capo della Polizia Franco Gabrielli, secondo il quale "gli scontri si potevano evitare". "La colpa" ha chiarito Gabrielli, "non è certo della Polizia, ma di chi ha permesso ai profughi di vivere in condizioni inumane".

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