Dopo tanto penare è arrivata la bozza di risoluzione di Washington, che oggi sarà messa ai voti dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu e che colpisce duramente la Corea del Nord per i recenti test missilistici. Risoluzioni sollecitate dal presidente USA Donald Trump, che colpiranno duramente il regime di Kim Jong un e che aumentano l'attrito già piuttosto palpabile tra le due nazioni che hanno animato la scena mondiale.

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Sanzioni da '1 miliardo di euro' per Pyongyang

Gli introiti a cui dovrà rinunciare la Corea dl Nord in base alle sanzioni ammontano a circa 1 miliardo di euro. Colpita duramente Pyongyang, dunque, che dovrà rinunciare a un capitale importantissimo per un Paese tutto sommato povero, che investe soprattuto in armi. Secondo il testo promosso da Washington, e voluto fortemente dal presidente Donald Trump nonostante una iniziale sfiducia nel lavoro dell'Onu, Pyongyang dovrà innanzitutto rinunciare alle esportazioni di carbone, già precedentemente bloccate dalla Cina.

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Ma anche ferro, piombo, e altri prodotti ittici. Decisione molto severe, pertanto, per il regime di Kim Jong un, che seguono il lancio dei due missili balistici intercontinentali (l'ultimo il 28 luglio scorso), che a quanto pare sarebbe stato in grado di colpire il suolo degli Stai Uniti.

Pyongyang 'apre al turismo'

Pyongyang che invece rilancia sul turismo, di risposta alla recenti dichiarazioni Usa che vietano ai cittadini americani viaggi in Corea del Nord.

Un divieto che entrerà in vigore entro 30 giorni a partire dal 27 luglio, e per mezzo del quale "ogni cittadino americano che viaggia in Corea del Nord vedrà invalidato il passaporto dal proprio governo". Tutto ciò mentre la Corea del Nord si dichiara sempre aperta ai turisti statunitensi, nonostante la tragica vicenda di Otto Warmbier. Proprio la tragedia del giovane studente statunitense, detenuto a lungo in una prigione di Pyongyang con l'accusa di aver rubato materiale propagandistico nordcoreano, sarebbe alla base delle severa decisione di Washington, che non ha ancora digerito quanto accaduto.

Sanzioni Usa? 'Pretesto per continuare nucleare'

Di tutta risposta arrivano le recenti dichiarazioni del ministro degli esteri nordcoreano, secondo il quale le sanzioni promosse dagli Usa, saranno "un pretesto per continuare sulla strada del nucleare". Lo stesso, in una recente conferenza stampa, ha affermato che "la legge sulle sanzioni alla Corea del Nord è nient'altro che l'ultimo appiglio di chi è spaventato a morte dallo sviluppo nucleare e dalla potenza di Pyongyang".

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Sempre con lo stesso tono, il ministro ha proseguito sottolineando che queste sanzioni, non solo "hanno rafforzato lo spirito incrollabile dell'esercito nordcoreano, ma hanno portato il popolo a stringersi ancor di più al suo carismatico leader, aumentando il potenziale di difesa della Corea del Nord".

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