Negli Stati Uniti si verifica una violenza sessuale ogni 98 secondi. Numeri allarmanti che hanno indotto un team di ingegneri del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston ad elaborare un sistema in grado di stabilire quando una persona viene spogliata contro la sua volontà e dare l'allarme in modo autonomo, dopo aver verificato che non si tratti di un falso allarme. Vediamo come funziona.

Un sensore collegato allo smartphone

Il sistema prevede l'inserimento all'interno del reggiseno o della biancheria intima di un sensore, collegato allo smartphone di chi lo indossa, capace di rilevare quando gli indumenti vengono tolti in modo anomalo, contro la volontà della persona.

Una volta rilevata l'attività sospetta il software per evitare falsi allarmi invia sul telefono della vittima un messaggio, nel quale viene chiesto di confermare se quanto sta accadendo è regolare.

In caso di mancata risposta dopo 30 secondi il software da autonomamente l'allarme, inviando una richiesta di aiuto ad alcuni numeri preimpostati. Il sistema attraverso il servizio di geolocalizzazione presente sullo smartphone fornisce la posizione esatta della persona, per agevolare l'invio delle forze dell'ordine. Il software inoltre sempre in modo automatico fa partire una telefonata verso uno dei numeri di telefono preimpostati, attivando la registrazione, in modo da registrare la voce dello stupratore e le eventuali invettive e fornire elementi di prova.

Si tratta di un sistema di protezione passiva che appare efficace e discreto, destinato ad attivarsi solo in caso di reale necessità, in modo da dare l'allarme e consentire a quanti ricevono la richiesta di aiuto di fornire precise informazioni alla polizia.

Il preservativo anti stupro sudafricano

Nel 2005 per fare fronte ai numerosi casi di stupro registrati in nella Repubblica Sudafricana - 50mila ogni anno - una donna inventò "Rapex", una sorta di preservativo dentellato da inserire nella vagina, che in caso di penetrazione da parte di uno stupratore si incolla al pene ed è possibile rimuoverlo solo mediante un intervento chirurgico. L'idea di fondo del dispositivo è che avrebbe costretto il criminale a rivolgersi all'ospedale, e quindi rendersi identificabile ed essere arrestato, ma il sistema riscosse poco successo, sia perché poco pratico - per proteggersi sarebbe stato necessario indossare sempre il dispositivo, piuttosto invasivo - sia perché i violentatori - che spesso sono più di uno - avrebbero potuto reagire in modo ancora più violento.