Fortunatamente, al momento le condizioni dei due bambini, rispettivamente di 8 e 9 anni, non destano preoccupazioni. Però c'è da sottolineare che dopo la morte della piccola Sofia di 4 anni, deceduta agli Ospedali civili di Brescia, la malattia non è assolutamente da prendere sotto gamba, nonostante non ci sia nessun allarme malaria.

Il Policlinico della Federico II di Napoli conferma che all'interno dell'Ospedale si sono registrati due casi di malaria. Infatti i bambini sono stati ricoverati nel nosocomio del Rione Alto, e anche se attualmente le condizioni dei due pazienti non destano preoccupazione, il loro quadro clinico va tenuto sotto controllo, soprattutto dopo il caso della bambina deceduta a Brescia, la piccola Sofia che ha contratto la malaria nonostante non avesse mai lasciato l'Italia.

La malaria non è da prendere sotto gamba

I due bambini sono ricoverati al Policlinico già da un paio di giorni, però si è deciso di rendere pubblica la notizia soltanto quest'oggi. Si tratta di due fratelli che, in questo caso, erano rientrati da poco da un viaggio in Africa con la loro famiglia. Per fortuna, come riporta il "Corriere del Mezzogiorno", i due piccoli pazienti sarebbero verso la via della guarigione.

Intanto il professor Alfredo Guarino, primario del reparto di malattie infettive del Policlinico di Napoli, afferma che: "I due bambini stanno bene e sono fuori pericolo, però la malaria non è assolutamente da prendere sotto gamba".

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Il parassita che ha causato la morte della piccola Sofia di 4 anni, probabilmente è lo stesso che aveva fatto ammalare gli altri due bambini che erano appena tornati dal Burkina Faso e che nello stesso periodo della piccola deceduta erano in pediatria nella stessa struttura di Trento. Ad affermarlo è la direttrice del reparto di pediatria Nunzia Di Palma, che afferma: "Il parassita in questione è il Plasmodium falciparum, ed è stato riscontrato sia nella bambina che negli altri due bambini. Però c'è da appurare se sia lo stesso o meno. Di questo se ne sta occupando l'istituto superiore della sanità". Questo è quanto dichiarato dalla Di Palma, che poi aggiunge: "Quando un ospedale ha un caso di malaria, deve seguire il protocollo, cioè avvertire l'Istituto Superiore di Sanità, inviare i vetrini e sperare che attraverso le indagini molecolari possano essere individuati i ceppi, che devono avere materiale sufficiente per l'esame".