Derek e sua moglie avevano pensato davvero a tutto per la loro vacanza in Florida, trovando anche una casa che li avrebbe ospitati durante il soggiorno a Longboat Key, tramite la piattaforma Airbnb. Ma non è tutto oro quel che luccica: la coppia, infatti, ha scoperto delle videocamere nascoste in un rilevatore di fumo e in un mobile del soggiorno. Le microcamere registravano tutto ciò che accadeva nell'appartamento, salvando i filmati su una scheda di memoria SD.

Airbnb: di cosa stiamo parlando?

Airbnb è una piattaforma online lanciata nell'ottobre 2007 che si propone di mettere in contatto persone in cerca di un'abitazione o di una sola camera con altre che dispongono di questi spazi da affittare.

Attraverso una ricerca filtrata, è possibile non solo trovare la migliore soluzione per le proprie tasche - scegliendo tra un'ampia gamma di stanze private, ville, appartamenti, castelli, barche, case sugli alberi e isole private - ma è anche possibile programmare tour ed esperienze originali come viaggi culinari, gite in barca, corsi di cucina, di disegno e tanto altro.

Non è il primo caso di violazione della privacy

Ciò che è accaduto a Derek e alla moglie non è il primo caso di violazione della privacy segnalato: altre coppie che proprio come i turisti di Longboat Key avevano preso in affitto un alloggio tramite il portale Airbnb, hanno trovato delle videocamere nascoste nei rispettivi appartamenti, anch'esse installate all'interno di un rilevatore di fumo.

Proprio qualche mese fa, una coppia coreana in viaggio in Giappone ha scoperto una microcamera nascosta che puntava dritta al letto della loro stanza, e anche in questo caso i filmati registrati venivano salvati su una scheda di memoria estraibile.

Lo stesso inconveniente è accaduto ad un'altra coppia in vacanza a Taiwan. Una situazione, questa, che ha indotto lo sviluppatore del servizio online, Julian Oliver, a realizzare un programma in grado di rilevare - e nel caso spegnere - le microcamere nascoste individuate nell'alloggio.

L'arresto ed il regolamento

Dopo la scoperta, Derek e la moglie hanno chiamato la polizia che è intervenuta arrestando Wayne Natt, il proprietario dell'abitazione. L'uomo si è difeso spiegando agli inquirenti che quelle microcamere servivano per monitorare gli incontri sessuali con i suoi partner, poiché era solito utilizzare quella residenza per organizzare degli scambi di coppia. La sua versione dei fatti, però, è ancora tutta da confermare.

"Il nostro team ha contattato le forze dell'ordine locali per supportarle nelle indagini, speriamo davvero che sia fatta giustizia - ha dichiarato il rappresentante della piattaforma - D'altronde le questioni della privacy sono estremamente importanti per noi e non abbiamo alcuna tolleranza su questi argomenti". Il regolamento di Airbnb esige, infatti, che il proprietario dell'alloggio comunichi in anticipo l'eventuale presenza di dispositivi di sorveglianza per la trasmissione audio, video o immagini. Tuttavia è severamente vietato il loro funzionamento in spazi privati quali camera da letto e bagno.

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