Secondo alcuni testimoni, l'esplosione causata da un camion-bomba nei pressi dell'Hotel Safari, il 14 ottobre, è stata, sicuramente, la più forte mai sentita a mogadiscio. L'attentato che ha colpito la capitale somala e che conta più di duecento morti e circa trecento feriti, è, probabilmente, da imputare ad una cellula di Al Qaeda. La prima esplosione è avvenuta durante un controllo della polizia nel quartiere di Hodan, le cui strade erano, in quel momento, molto affollate, poco distante dal Ministero degli esteri e dall'Ambasciata del Qatar, causando il crollo parziale dell'Hotel e danneggiando alcuni edifici e molte auto che, a causa dell'onda d'urto dell'esplosione, sono andate a fuoco.

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La polizia ha provato a fermare l'attentato

Le forze dell'ordine erano state allertate nei confronti di un veicolo sospetto, che poi si è rivelato essere carico di esplosivo, ma sono riuscite a fermarlo in tempo. Dopo l'esplosione si sono sentiti diversi colpi d'arma da fuoco. Molti erano i corpi per strada, tra morti e feriti, e tanti altri sono stati estratti dalle macerie. Poco dopo, una seconda deflagrazione, ha colpito il quartiere di Medina provocando la morte di altri civili. Vari posti di blocco, istituiti dai militari, hanno isolato la zona colpita.

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Un attacco di Al Shaabab

Anche se non ha ancora rivendicato l'attentato, il governo somalo sospetta che si tratti dell'azione del gruppo islamista di Al Shaabab, in occasione dell'incontro tra il presidente somalo Mohamed Abdullahi Farmajo e i rappresentanti del Comando americano in Africa. Nell'ultimo periodo, le basi militari somale, sono state, spesso, bersaglio di attacchi da parte di Al Qaeda, per questo motivo, l'ultimo attentato, viene considerato dal governo, un vero e proprio disastro nazionale.

Proclamato il lutto nazionale

Il responsabile del servizio di ambulanze di Mogadiscio, su Twitter, a dichiarato che, in tanti anni di servizio, non aveva mai assistito ad una tragedia di tale portata. Molti dei feriti hanno riportato ustioni gravissime tanto da essere irriconoscibili, inoltre, a causa del crollo dell'Hotel e di alcuni edifici circostanti, il numero delle vittime è in continuo aggiornamento.

Agli abitanti dei quartieri colpiti è stato chiesto di donare sangue per aiutare i feriti. Intanto, il presidente somalo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Il Ministro degli esteri Angelino Alfano, ha presentato le condoglianze al governo somalo da parte dell'Italia.

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