Se l'ultimo editoriale del Rodong Sinmum potrebbe essere intrepretato come la volontà di Kim Jong-un di aprire uno spiraglio al dialogo, la condizione posta nello stesso non è accettabile per gli Stati Uniti. Washington considera pericoloso il regime nordcoreano, più che mai adesso che sarebbe vicino a realizzare il suo obiettivo: quello di un missile intercontinentale che, se lanciato alle esatte coordinate, puù colpire il territorio americano con una testata atomica. Difficile, se non impossibile, che gli Stati Uniti accettino di riconoscere alla Corea del Nord lo status di 'potenza nucleare', anzi cercheranno di impedirlo in ogni modo.

Questo messaggio traspare dalle parole di Mike Pompeo, direttore della CIA, che torna a parlare di opzione militare sul tavolo, tra le altre opzioni.

Pompeo: 'La Corea del Nord ad un passo dal suo obiettivo'

Pertanto, secondo il capo della principale agenzia di intelligence statunitese, Pyongyang sarebbe vicinissima dall'ottenere un missile balistico intercontinentale armato con una testata nucleare. "Stiamo lavorando per impedirlo - dice Pompeo - ed il presidente Trump preferisce tenere ancora aperta la porta della diplomazia. L'opzione militare è comunque tra le opzioni". Ciò che preoccupa maggiormente la CIA sono stati i rapidi progressi bellici dimostrati dalla Corea del Nord con i vari test effettuati.

L'obiettivo di Kim Jong-un sembra evidente, se pensiamo che lo scorso luglio la Corea del Nord ha testato due missili intercontinentali con una gittata di oltre 10.000 km ed a settembre ha fatto esplodere una bomba H da 260 chilotoni. Secondo Pompeo, pertanto, non ci sono certezze sui tempi. "La nostra capacità di comprendere a che punto sia la tecnologia bellica della Corea del Nord è comunque irrilevante - ha sottolineato il direttore della CIA - il punto è che dobbiamo impedire che Kim Jong-un possa mettere a rischio l'America. Questo è ciò che il presidente Trump ha ripetutamente chiarito e, per farlo, ricorreremo all'azione militare se necessario".

Cosa manca ai missili di Pyongyang

Ma dal punto di vista tecnico, cosa mancherebbe alla Corea del Nord per dotarsi di una tale arma, se consideriamo che hanno già dimostrato di possedere missili balistici a lungo raggio ed ordigni nucleari?

In realtà è un piccolo, ma importantissimo accorgimento, quello di un 'veicolo di rientro' che protegga la testata del missile dai contraccolpi fisici e termici a cui andrebbe incontro alla fine della sua traiettoria. Senza questa dotazione, il missile raggiungerebbe comunque il suo obiettivo, ma potrebbe non innescare la reazione nucleare.