Non si creda che sia solo Internet il luogo deputato dagli istrioni per mettere in mostra la loro teatralità: è accaduto proprio domenica 22 ottobre che un giovane si sia disposto in costume adamitico presso la Galleria dell'Accademia di Firenze, proprio davanti al David, ed ovviamente tra i turisti accorsi come sempre per ammirare l'immensa arte di Michelangelo, i quali hanno potuto godere di questo caratteristico fuori programma compreso nel costo del biglietto.

Noto ormai agli addetti ai lavori, questo iberico ragazzo di 28 anni, come mamma l'ha fatto, si è anche abbandonato ad esercizi di pose plastiche e discorsi insensati, braccato repentinamente dai responsabili del servizio di sicurezza e raggiunto successivamente dalla denuncia delle Forze dell'Ordine per atti osceni in luogo pubblico.

Dopo tre anni dalla ultima esibizione in pubblico, quella volta si trattava degli Uffizi e l'opera in questione era la Venere di Botticelli, questo giovane uomo dalle forti pulsioni esibizionistiche, ha colpito ancora, non curante delle numerose persone intorno a sè e di quello che certamente gli sarebbe successo da lì a poco, ovvero l'ennesimo fermo da parte della Polizia di Stato.

Potremmo a questo punto scomodare Stendhal e la sua Sindrome famosa per cercare di immedesimarci in questo ragazzo spagnolo, così attratto dall'arte suprema, così travolto dalla fisicità dell'opera di Michelangelo. Oppure semplicemente sorridere di un episodio forse, anzi sicuramente, poco comune al giono d'oggi, in una società in cui molto diventa virtuale, anche le cosiddette bravate.

E se fosse la maniera più diretta ed efficace per comunicare con l'artista e la sua opera immortale?! Insieme alla necessità interiore di entrare in contatto con la statua, con il lascito artistico del grande Maestro, vi è la consapevolezza che diventi necessaria una condivione di questa fortissima empatia, e che questo sentimento abbia necessità di essere reso pubblico, anche con estremizzazioni poco consone alla decenza.

Morale della favola: altra denuncia, altro accompagnamento coatto fuori del Museo, con un arrivederci magari ad un'altra esibizione che lo riproponga ai 'disonori' della cronaca, ma che comunque ci riporti indietro ad anni in cui non era nè necessario vivere in simbiosi con i propri smartphone nè recarsi nei musei e condividere foto e selfie, invece di godere delle meraviglie dell'arte.