Episodio decisamente spiacevole quello vissuto alcuni giorni fa da un bambino con disabilità iscritto alla Totti Soccer School, centro di formazione sportiva di Ostia. Il piccolo è stato colpito in pieno viso da un altro ragazzino di soli 8 anni che, dandogli una testata, gli ha procurato un trauma al naso. La struttura, com'era auspicabile, non ha avuto la minima esitazione nel decidere di espellere il giovanissimo bullo, provvedimento stabilito all'unanimità da parte dei vertici, nonché la prima misura di questo tipo presa dalla fondazione del centro, avvenuta ormai da 16 anni.

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Fabio, padre del bimbo aggredito, ha apprezzato molto l'esemplare intervento della dirigenza, che l'ha reso fiero di aver spinto il figlio a prendere parte ai corsi, attività che gli hanno permesso di socializzare ed eliminare alcune delle barriere derivanti dalla sua disabilità.

I fatti

Il bambino colpito si stava tranquillamente allenando, quando è stato raggiunto dal piccolo bullo, dal quale però è stato in grado di smarcarsi. Il signor Fabio ha spiegato che il figlio non riesce a sentire perfettamente tutte le parole pronunciate dagli altri, e per questo motivo è stato operato e si avvale di due impianti che lo aiutano a migliorare il proprio udito.

Tuttavia, il bimbo è piuttosto abile nel comprendere il linguaggio del corpo, e perciò si è spostato di qualche metro quando ha capito che l'avversario aveva intenzione di fargli del male. Quest'ultimo non ha lasciato perdere, ha inseguito quello che evidentemente aveva identificato come il suo nemico, e l'ha colpito dandogli una testata in pieno volto. Testimone della vicenda è stato uno dei mister della struttura, il quale ha fatto in modo che la vittima fosse subito portata al pronto soccorso, dove ha ricevuto una prognosi di 12 giorni.

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L'espulsione come segnale dei principi dirigenziali

Il padre del bambino, come si legge su "Il Messaggero", ha raccontato che il figlio al momento non può essere operato per il trauma subito perché è troppo piccolo, aggiungendo che il ragazzino è rimasto decisamente scioccato dall'accaduto.

Riccardo Totti, fratello di Francesco, nonché presidente della scuola, da un po' di tempo ha introdotto un progetto che ha permesso di giocare anche a 30 bimbi con disabilità. L'uomo, dunque, non ha esitato ad affermare che l'espulsione, dopo una vicenda di questo tipo, sia stata il frutto di una decisione totalmente in linea con i principi promossi dalla dirigenza.