Freccia, il cane ritrovato l'8 novembre infilzato da parte a parte con un arpione da sub, sembrerebbe fuori pericolo. Le migliaia di persone che pervadono il web con messaggi accorati di buoni auspici per il cucciolo, stamane sono state rasserenate dalle parole pubblicate nella pagina Facebook dalla clinica veterinaria "Duemari" che si occupa del povero sfortunato da una settimana.

Il giorno del suo arrivo in clinica erano poche o quasi nulle le speranze che facessero pensare ad una via di salvezza.

"La tac racconta una situazione drammatica" affermavano i veterinari, aggiungendo che gli organi vitali trapassati, (polmone destro, esofago e fegato) e l'asportazione dell'arpione hanno provocato una pericolosa emorragia toracica. Dopo l'intervento chirurgico, la respirazione di Freccia ha ripreso spontaneamente solo dopo tre ore di ventilazione assistita, precisa lo staff della clinica Oristanese.

Solo un miracolo gli avrebbe consentito di superare la notte. Ma nonostante i cattivi presagi, Freccia vince la sua prima battaglia a favore della vita.

Quella che stava per essere spezzata da un atto per il quale non esistono parole che riescano a descrivere tanta malvagità.

Gli ultimi aggiornamenti sulle condizioni di salute di Freccia

Tenuto sotto monitoraggio costante, il piccolo ha mostrato importanti segni di ripresa già dai primi giorni post operatori. L'esame endoscopico di due giorni fa regalava un ulteriore conforto ai dottori rispetto al problema che si riteneva più critico, la lesione esofagea.

Dalla clinica "Duemari", tra una cura e l'altra anche di altri amici a quattro zampe che arrivano in condizioni disastrate e di cui molti di questi randagi, oggi fanno sapere che Freccia se la cava. "L'alimentazione parenterale comincia a dare i suoi frutti" dicono, precisando che nonostante i notevoli miglioramenti, il suo piccolo torace necessita ancora di essere drenato almeno tre volte al giorno.

Il nostro amico peloso è ribattezzato con questo nome che contemporaneamente porta a pensare sia al buio della crudeltà umana, ma anche alla luminosità dell'amore delle persone che cedono parte del loro tempo per aiutare piccoli malcapitati. Si vorrebbe dire che il caso di Freccia sia uno dei pochi e rari, ma quante Frecce ci sono state, ci sono e ci saranno? Quanti malvagi umani ancora la passeranno liscia? Forse sarà questa la vicenda che scatenerà una campagna per ottenere pene più severe contro la violenza sugli animali? Una cosa è certa, questa Freccia ha colpito tutti nel profondo del cuore.

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