In Pakistan, una donna ha ucciso 14 persone senza volerlo: il suo intento era quello di mettere fine una volta per tutte al suo rapporto con il marito, uccidendolo con del latte avvelenato.

Matrimonio combinato

Asiya Bibi era una donna molto infelice che aveva provato più volte a scappare dal marito: il suo era un matrimonio combinato, voluto e imposto dalle rispettive famiglie. La pakistana, al culmine dell'esasperazione, ha deciso di uccidere il coniuge cercando di fargli bere del latte avvelenato che l'uomo, però, in un primo momento ha rifiutato.

Successivamente, la suocera ha preso proprio quell'alimento per cucinare il lassi, bevanda tipica del Pakistan molto simile allo yogurt, offrendolo ai 27 familiari che erano presenti quel giorno. E così, dopo aver ingerito la pietanza avvelenata, ben 15 persone sono morte, e tra queste ci sono anche il marito di Asiya e la suocera, e tra le vittime si conta anche una bambina. In seguito alla strage, la donna inizialmente aveva raccontato alla polizia che una lucertola era caduta nel pentolone contenente il latte, avvelenando la bevanda.

In un secondo momento, però, Asiya Bibi ha deciso di raccontare la verità, confessando quanto realmente accaduto, e rivelando che aveva intenzione di uccidere solo il marito e non gli altri commensali.

La questione dei matrimoni combinati in Pakistan è molto diffusa, e per questo motivo, paradossalmente, gran parte dell'opinione pubblica locale ha definito "eroico" il gesto della moglie infelice.

Vittime a loro volta

Questo non è sicuramente il primo caso di omicidio di un marito in Pakistan. Anche nel nostro Paese si verificano, purtroppo, casi di donne che uccidono i rispettivi coniugi per motivi simili o in seguito a dei litigi, com'è accaduto qualche tempo fa ad Arezzo, quando una donna prese a sprangate il consorte in seguito ad un diverbio.

Un'altra vicenda è quella che è costata la vita a Walter Corradini, ucciso dalla ex moglie Ana Fernando, originaria del mozambico, esasperata da anni di maltrattamenti subiti.

In Italia, sono circa 2 milioni e 151mila le donne che subiscono violenze dai partner o che sono soggette a comportamenti persecutori. Inoltre non è da sottovalutare la percentuale del 78% di donne vittime di stalking, di cui 8 su 10 non si sono mai rivolte alle istituzioni per chiedere aiuto.

Preoccupante anche il dato relativo agli omicidi familiari che, secondo quanto riportato dai dati statistici di polizia e carabinieri, sarebbero 117 nell'anno 2014, 111 nel 2015 e 108 nel 2016. Infine non bisogna affatto sottovalutare il cosiddetto fenomeno del "maschicidio": nel 2011, circa 5 milioni di uomini nel nostro Paese avrebbero subito percosse dalle rispettive compagne; il 15% sono stati vittime di calci e pugni, spintoni per le scale o addirittura folgorazioni attraverso l'utilizzo della corrente elettrica.