Un caso vistoso di maltrattamenti sugli animali. Il magistrato del tribunale di Catania Santino Mirabella ha rinviato a giudizio 5 persone per diversi reati. Mario Bongiorno, Rosario Puglisi, Carmelo Rubbino, Carmelo Macrì, e Gaetano Bonanno sono stati accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, maltrattamento di animali e stato di abbandono degli stessi e della struttura. I cinque uomini erano impiegati a svolgere diverse mansioni presso le strutture dell'associazione "nova entra" e si occupavano di mantenere e gestire alcuni complessi di accoglienza per cani randagi abbandonati.
Il magistrato catanese inoltre ha dovuto stralciare l'accusa a carico di una sesta persona indagata, Antonio Seminara per un difetto di errata notifica. Il Gup comunque ha deciso di riconsiderare il provvedimento a carico dell'ultimo presunto colpevole.
Le denunce alla magistratura
I cinque sospettati di reato lavoravano da diversi anni a stretto contatto e si occupavano di due strutture di accoglienza per cani randagi dell'associazione "Nova entra". Marco Bongiorno svolgeva il lavoro di veterinario capo all'interno della corporazione ambientalista, Rosario Puglisi all'epoca dei fatti giudiziari era impiegato presso l'ufficio Ecologia del comune di Catania e direttore incaricato per le gare di appalto, Carmelo Macrì e Carmelo Rubbino erano dirigenti presso l'Asp della città, mentre Carmelo Bonanno era un funzionario comunale addetto all'anti abusivismo edilizio.
Nel 2013 i cinque presunti colpevoli erano rimasti coinvolti in un'indagine aperta dalla magistratura a loro carico, a seguito di una segnalazione anonima. Qualcuno aveva riferito agli inquirenti dei maltrattamenti inferti agli animali e delle cattive condizioni igienico sanitarie, in cui versavano i poveri cani randagi ospiti in due centri dell'associazione. Successivamente erano state effettuate altre numerose ricognizioni presso i complessi, da parte dei Nas, gruppo antisofisticazioni dei Carabinieri di Catania e da parte del Ministero della Sanità. Nel 2014 le strutture incriminate precedentemente erano state oggetto di altre denunce alla procura, e al ministero della salute, da parte di associazione in difesa dei diritti degli animali come la "Lav, l'altra zampa e Lega cane" rispettivamente rappresentate dagli avvocati: Gaetana Cipolla, Castiglia Pilar e Michele Pezzone.
Le motivazioni del processo
Gli uomini rinviati a giudizio sarebbero responsabili secondo il magistrato catanese di una serie di inadempienze, nella gestione delle strutte e nei primi centri di accoglienza per cani a livello igienico sanitario. Gli indagati hanno ignorato proditoriamente tali regole per trarre i propri vantaggi. Le numerose associazioni che hanno denunciato il grave stato di abbandono dei poveri randagi, si sono già costituite parte civile nel processo a carico degli imputati. La prima udienza preliminare è stata già fissata per il 7 febbraio prossimo.