Nonostante il parere contrario dei genitori, l'Alta Corte del Regno Unito ha deciso che si dovrà staccare la spina al piccolo isaiah Haastrup, 11 mesi. Il bimbo, ricoverato al King's College Hospital di Londra a causa di complicazioni durante il parto, ha subito gravissimi danni cerebrali e può sopravvivere solo grazie a macchinari per la ventilazione artificiale.

I medici e gli specialisti che lo hanno in cura affermano che il piccolo non ha alcuna possibilità di miglioramento in quanto non risponde alle stimolazioni. Ma i genitori, i coniugi trentaseienni Takesha Thomas e Lanre Haastrup, non sono assolutamente d'accordo con coloro che reputano "futile" la terapia intensiva.

Secondo la mamma, Isaiah avrebbe delle reazioni, seppure minime e lentissime. Takesha Thomas afferma, infatti, che quando gli parla, il suo bambino, apre gli occhi. La donna è consapevole del fatto che il figlio sia gravemente malato, ma è anche convinta che con le giuste cure e con il suo infinito amore, possa stare meglio. I genitori, che hanno provato con tutte le loro forze a riportare a casa Isaiah per assicurargli un'assistenza continua, sono delusi e amareggiati dalla sentenza pronunciata dal giudice MacDonald dell’Alta Corte. Per la legge, dunque, è giusto "staccare la spina", in quanto non sarebbe nell'interesse di Isaiah continuare le cure. Secondo gli specialisti, infatti, il bambino non avrebbe alcuna reazione e soffrirebbe, semplicemente, di spasmi muscolari, spasticità ed epilessia.

I genitori del piccolo stanno contestando a gran voce il verdetto, affermando che non è giusto che dei giudici decidano al posto loro e togliendo al loro figlio il diritto alla vita. Presto, si rivolgeranno ad un avvocato per chiedere un appello.

Il precedente

La storia di Isaiah ricorda quella del piccolo Charlie Gard, ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra.

Nato sano il 4 agosto del 2016, ad appena due mesi di vita aveva mostrato i sintomi di una rarissima malattia (sindrome da deplezione mitocondriale) che, nel giro di pochissimo tempo, gli aveva immobilizzato tutti i muscoli. Anche Charlie, per vivere, aveva bisogno di una macchina ed i suoi genitori, Chris e Connie, avrebbero voluto portarlo negli States per sottoporlo a delle cure sperimentali; per questo avviarono un'importante raccolta fondi, ma la loro battaglia fu però inutile.

Anche per Charlie, decisero i giudici dell'Alta Corte che imposero di staccare la spina affermando che era per il “child's best interest”, l'interesse del bambino.

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