Non lo dichiara nessuna agenzia, ma è lo stesso sito internet della società ikea che vuole comunicarlo al mondo intero: Ingvar Kamprad, 91 anni, è deceduto nella giornata di domenica 28 gennaio.

Muore il fondatore di 'Ikea': lutto nel mondo degli imprenditori di tutto il mondo

Gli imprenditori di tutto il mondo, in queste ore, stanno probabilmente cercando un modo di omaggiare una figura che ha rivoluzionato per sempre il design, lo stile e la struttura intera del luogo più intimo che ci sia per gli esseri umani: casa propria.

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Tra le luci e le ombre di questo istrionico personaggio, che verso la fine della vita aveva avuto diversi problemi di alcolismo e si era trasferito in Svizzera con la moglie, non si può che citare un caso esemplare che dimostri il genio di un uomo. Il nome 'IKEA' deriva dalle iniziali del suo nome, sommate alla lettera iniziale della fattoria svedese dove era cresciuto con la sua famiglia (Elmtaryd) e del suo paese natio (Agunnaryd).

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Breve storia di Ikea, del suo fondatore e delle recenti polemiche attorno alla società

Inutile nasconderlo: Ingvar Kamprad da giovane era un simpatizzante nazista. Lo rivelò lui stesso e senza vergognarsene troppo, anche perché venne da lui considerata una breve fiammata di gioventù. Non fu comunque la politica, o la sua comprensione, l'obiettivo di vita di Kamprad. Nel 1943, infatti, fondò in Svezia 'IKEA', destinata a squarciare lo scenario casalingo dell'Europa e poi del mondo intero.

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Curiosità

La straordinaria innovazione che rese unico quel marchio, al di là del logo accattivante tinto di giallo e di blu (colori della bandiera svedese), fu la composizione dei mobili e degli arredi: ciascuno ha un nome proprio (come la famosa libreria 'Billy', il cui termine ha ispirato persino una rubrica letteraria sul Tg1) e, soprattutto, un proprio libretto d'istruzione per montare e smontare l'oggetto acquistato.

La vera rivoluzione di Ikea, infatti, è il servizio di trasporto e la possibilità di poter acquistare qualcosa che potesse essere montato comodamente a casa, bypassando ogni problematica relativa al trasferimento dal luogo di vendita all'abitazione, al passaggio tra eventuali porte o corridoi che, nel giro di oltre 70 anni, sono sempre stati problematici. E a proposito di problemi e polemiche, due sono le più recenti e risalgono proprio a pochi giorni fa: una bufala su un buono acquisto di 500 euro, che si sarebbe dovuto ricevere tramite una catena di Sant'Antonio su WhatsApp, e l'interessante e tragico caso del licenziamento di una madre in una filiale Ikea [VIDEO]

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