Carlo Ponzi, nato il 3 marzo 1882 vicino a Ravenna e morto a Rio de Janeiro il 18 gennaio 1949, è passato alla storia come il truffatore finanziario tra i più studiati e imitati di sempre nella storia d'Italia. Emigrato negli Stati Uniti in cerca di fortuna, ha escogitato un sistema, il cosiddetto "schema ponzi" per arricchirsi mediante investimenti truffa indotti su migliaia di investitori. Un sistema che è, invero, altamente rischioso e che è reato in Italia, USA e in molti altri Paesi.

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Schema 'Ponzi'

Il modello prende il nome dal suo ideatore, per l'appunto Carlo Ponzi. Tale pratica truffaldina, l'italiano emigrato in America con il nome di Charles Ponzi, l'ha prima applicata alla comunità di immigrati come lui e poi a tutta la nazione. Partito con 2 dollari ha ingannato migliaia di investitori, guadagnando fino a 15 milioni. Lo schema da lui ideato gioca sull'inesperienza, l'ignoranza e la credulità delle vittime, cui vengono promessi forti guadagni a patto che forniscano nuovi investimenti di altri investitori.

Lo schema 'Ponzi', strutturalmente parlando, è assimilabile a una piramide. Ai vertici della quale ci sono i truffatori, quelli che, convincendo le persone a investire, fanno i maggiori guadagni; mentre la base della stessa piramide è fatta da un maggior numero di soggetti investitori, i quali, hanno le spese e gli oneri maggiori. Questi ultimi, a differenza dei primi che rimangono generalmente gli stessi, si rinnovano di continuo, proprio a causa del mancato guadagno e della spesa sostenuta.

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Altri casi sul modello 'Ponzi' in Italia e all'estero

La struttura a piramide di questo modello di investimento truffaldino ha trovato, purtroppo, molti seguaci in Italia e non solo. Tra i tentativi di truffa su questo modello ricordiamo, in Italia, il "Caso Giuffré" negli anno '50. Segue poi nel 2008 un'altra frode finanziaria operata dall'allora presidente del NASDAQ, Bernard Madoff, che, usando lo schema 'Ponzi', truffò la maggior parte degli istituti finanziari mondiali, capitalizzando una cifra tra i 50 e i 65 miliardi di dollari.

In anni più recenti, infine, una truffa su questo modello risale al marzo 2017 ed è stata opera di due cittadini di Voghera. A loro sono stati attribuiti frodi per un valore di circa un milione di euro ai danni di almeno un centinaio di persone in tutta Italia: da Voghera a Torino, da Milano a Monza, da Bologna a Palermo tutti sono caduti nella trappola.

Investimenti in un Paese che ha perso la fiducia nello Stato

L'Italia, a un mese e poco più dalle elezioni, è un Paese privo di una crescita apprezzabile.

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Mancano gli investimenti da parte delle aziende, ma manca soprattutto il coraggio di rischiare. Un'Italia che non crede più nella possibilità di cambiare se stessa: sono questi gli elettori di domani. A questa sfiducia hanno concorso, certamente, tutti i casi recenti e non di cattivi investimenti ai danni dei cittadini, oltre che le varie frodi fiscali che hanno ridotto sul lastrico gli investitori. Il 4 marzo si andrà alle urne con la speranza che si possa uscire da questo stato di incertezza e stagnazione.

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