Tra tutti i cellulari d'epoca, il Nokia 3310 rappresenta certamente uno dei più noti al grande pubblico. Sebbene non sia paragonabile con nessuno smartphone di oggi, nel passato fu un 'must-have', in quanto chiunque ne possedeva uno.

Al giorno d'oggi, ovviamente, si passa ad altre alternative decisamente più al passo con i tempi (si pensi ai nuovi smartphone che verranno presentati al prossimo MWC di Barcellona, per esempio).

Nonostante questo modello di cellulare non venga più utilizzato praticamente da nessuno, c'è chi lo ha sfruttato per portare a compimento una serie di furti di automobili in piena regola. Il tutto è successo a Roma

Il Nokia 3310 nascondeva un 'decodificatore'

La coppia di ladri, costituita da un marocchino di 36 anni e un'albanese di 33, avrebbe fatto uso di una versione modificata di un nokia 3310 al cui interno nascondeva un 'decodificatore'.

Tale sistema era collegato verso l'esterno con una porta USB. Una volta compiuto lo scasso dell'autoveicolo, i ladri potevano manomettere i codici di accensione e programmare delle 'chiavi vergini' ed eludere, di conseguenza, il sistema di sicurezza dell'auto.

Per evitare l'azionamento del sistema antifurto e della localizzazione GPS, essi avrebbero fatto uso anche di un Jammer: un particolare dispositivo in grado di creare delle interferenze radio sufficienti per eludere anche questi sistemi di sicurezza.

I ladri sarebbero stati colti in flagrante da una pattuglia dei carabinieri in 'borghese' proprio mentre mettevano a segno il loro colpo. Sequestrata anche l'auto dei malviventi, al cui interno si trovavano vari oggetti utili allo scasso delle autovetture.

Entrambi i malviventi sono attualmente in arresto

Stando a quanto emerso, entrambi i malviventi sarebbero stati arrestati. Uno di loro è stato incarcerato presso la struttura di Rebibbia mentre per l'altro si sono ritenuti sufficienti i soli arresti domiciliari.

Ad essere prese di mira sono state le auto di maggior valore: quelle che, spesso e volentieri, presentano sistemi di accensione/sicurezza operanti su radiofrequenza.

Questi sistemi, sebbene dispongano di sofisticati sistemi anti-intrusione, risultano vulnerabili ad attacchi di questo tipo. Tra l'altro, un punto di riflessione sul tema della sicurezza potrebbe riguardare la precarietà dell'attrezzatura: si ricorda, infatti, che l'equipaggiamento comprendeva un cellulare di 20 anni fa (non un telefono 'ultimo modello').

Insomma, sarebbe necessario investire di più nel campo della sicurezza delle automobili, in modo tale che furti di questo tipo non si ripetano più in futuro.

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