Non trovano pace la famiglia di Pamela Mastropietro, gli amici, i suoi cari. La povera ragazza romana 18enne fatta a pezzi e ritrovata in 2 valigie. Salgono a 3 gli indagati per la sua morte, uno di essi preso alla stazione di Milano insieme alla moglie, poco prima della fuga, erano diretti in Svizzera. Il procuratore Giovanni Giorgio spiega che sono in corso audizioni e chiarimenti di più soggetti di nazionalità nigeriana, e che si protrarranno per l'intera giornata.

È durata più di 4 ore l'autospia per constatare la morte della povera giovane; all'inizio si sospettava fosse morta per overdose, ma dai dati dell'autopsia emerge che la ragazza non aveva un solo buco sulle braccia, quindi segno che Pamela avesse fatto uso di droga prima di morire, oltre a quello però sono emersi anche lividi sull'avambraccio sinistro e diversi tagli, forse anche una coltellata all'altezza del fegato.

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Il Ris dei carabinieri sta svolgendo ancora accertamenti sugli oggetti ritrovati presso la casa di Innocent Oseghale, tra cui alcuni vestiti di Pamela, diversi coltelli da cucina, una mannaia e diverse siringhe non usate. Gli investigatori torneranno nella giornata di oggi per prelevare nuove impronte e per continuare gli accertamenti.

Indagato a piede libero Desmond Lucky

Non solo per aver fornito a Pamela una dose di eroina ma anche per occultamento e vilipendio di cadavere, indagato Desmond Lucky che è stato chiamato in causa proprio da Innocent Oseghale durante un interrogatorio; quest'ultimo comunque per ora resta l'unico in carcere.

Intanto si continua ad indagare sugli altri nigeriani, che avrebbero potuto contribuire a sezionare e occultare il cadavere di Pamela Mastropietro.

La prossima settimana inizieranno gli esami istologici sui resti del corpo della vittima, che è stata colpita alla tempia e all'addome mentre era ancora viva, poi lo scempio sul corpo che è stato sezionato in modo scientifico; dichiara il medico legale Mariano Cingolani: "Io in laboratorio con gli strumenti giusti, avrei impiegato almeno 10 ore".

Si rafforza, quindi, l'ipotesi di omicidio volontario, i medici legali Mariano Cingolani, Roberto Scendoni e Dora Mirtella, con il collaboratore Domenico Mazza e il tossicologo Rino Froldi, hanno prelevato campioni di tessuti che verranno esaminati da lunedì in poi a Roma con particolari macchinari.

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Intanto attendiamo ulteriori risultati che riguardano questa vicenda raccapricciante.