Kim Jong-un incontrerà il presidente sudcoreano Moon Jae-in il prossimo 27 aprile. Il bilaterale tra le due Coree si terrà a Panmunjom, nella zona demilitarizzata al confine tra i due Paesi e sarà in assoluto il terzo vertice intercoreano della Storia dalla fine della Guerra di Corea nel 1953. La conferma arriva dal governo della Corea del Sud, dopo l'incontro di alcuni alti funzionari di Seoul con i colleghi di Pyongyang: la delegazione del Sud era guidata dal ministro per l'unificazione, Cho Myoung-gyon; quella nordcoreana da Ri Son-gwon, presidente del Comitato per la Riunificazione Pacifica del Paese.

In effetti l'incontro era già stato concordato il mese scorso, durante i Giochi Olimpici di Pyeongchang. Non è un caso, però, che la data ufficiale sia stata fissata immediatamente dopo la visita di Kim Jong-un in Cina, la prima missione all'estero in assoluto da parte del leader nordcoreano. In queste ore, però, è stato reso noto anche un clamoroso retroscena e riguarda qualcosa di assolutamente inaspettato sul ruolo interpretato dall'Unione Europea nelle relazioni internazionali con il regime di Kim.

Kim: 'Rapporto con la Cina di vitale importanza'

I clamori per la visita di Kim Jong-un a Pechino ed il suo incontro con il leader cinese Xi Jinping non si sono ancora spenti. Ha colto tutti di sorpresa, tranne ovviamente i diretti interessati, anche perché non era stata annunciata.

Anche Kim Jong-un nelle sue dichiarazioni rilasciate alla stampa e rese note dall'agenzia Kcna, ha definito l'incontro con il suo omologo cinese "non ufficiale", considerando però "opportuno che il mio primo viaggio all'estero sia stato nella capitale della Cina. Continuare a ritenere le relazioni tra Corea del Nord e Cina importanti al pari della vita è una mia responsabilità".

Il presidente cinese Xi Jinping ha ribadito a sua volta l'obiettivo di "promuovere a lungo termine le relazioni con la Corea del Nord per uno sviluppo che apporti benefici ad entrambi", sottolineando "l'impegno congiunto per favorire il dialogo di pace".

I messaggi a distanza con Donald Trump

Il giovane dittatore della Corea del Nord ha ovviamente fatto cenno al futuro incontro (ancora da fissare) con il presidente americano Donald Trump, confermando la sua intenzione di promuovere il vertice.

Il suo messaggio diretto tanto al presidente sudcoreano Moon quanto a Trump è inequivocabile. "Denuclearizzare la penisola coreana è possibile, la questione può essere risolta se Corea del Sud e Stati Uniti risponderanno con buona volontà ai nostri sforzi". Trump, a sua volta, ha teso la sua mano con l'immancabile tweet. "Tutti dicevano che questo era impossibile, ora c'è una buona chance che Kim faccia ciò che è giusto per la sua gente. Attendo di incontrarlo!".

UE-Corea del Nord: i negoziati segreti

Ma il vero scoop è un altro. Nell'ultimo triennio, da quando la Corea del Nord aveva intensificato i suoi test missilistici ed i programmi di sviluppo di nuove testate nucleari, l'Unione Europea non è stata a guardare.

Sarebbero stati almeno quindici i negoziati segreti portati avanti da rappresentanti del parlamento europeo con Pyongyang. A renderlo noto, in un'intervista rilasciata ad Euronews, è l'eurodeputato britannico Nirj Deva che in passato la guidato la delegazione di Bruxelles nei vari incontri con i funzionati del regime di Kim Jong-un. "L'armistizio che pose fine alla Guerra di Corea è il più lungo della Storia - sottolinea Deva - e Pyongyang chiede da 64 anni un trattato di pace. Nessuno vuole sedersi con loro a parlarne, noi abbiamo cercato di convincerli a mettere fine al programma nucleare". Deva ha annunciato che presto si recherà in Corea del Nord. "L'Unione Europea può avere un ruolo nei futuri negoziati, quello di facilitare gli accordi di pace usando la nostra esperienza nel parlamento europeo, un luogo di pace e di accordi internazionali".