Doveva essere una grande serata di sport nel luogo che tradizionalmente ospita in centro a Torino tutte le manifestazioni popolari legate alla Juventus; invece quella notte, lo scorso 3 giugno, piazza San Carlo si è tinta di sangue. Una ressa – a lungo rimasta inspiegabile – tra i 35mila tifosi juventini, accorsi ad assistere alla finale di Champions League contro il Real Madrid, ha causato migliaia di feriti ed una vittima, Erika Pioletti, morta in ospedale 12 giorni dopo la partita. La donna, arrivata in città insieme al fidanzato, grande supporter bianconero, aveva subito un arresto cardiaco provocato dallo schiacciamento toracico da parte della folla che, presa dal panico, ha iniziato a spingere per scappare via da quel luogo.

Si cerca la causa della ressa

Si indaga ormai da mesi sulla tragedia, in seguito alla quale hanno ricevuto un avviso di garanzia per tutte le autorità cittadine, dalla sindaca Chiara Appendino, fino al prefetto, Renato Saccone, e all’ex questore Angelo Sanna, oltre a numerosi altri funzionari e addetti che avevano organizzato la visione sui maxischermi della partita in piazza San Carlo. Ma nelle ultime ore, quando ormai manca poco alla fine dell’inchiesta, si è fatta strada un’ipotesi plausibile su cosa abbia causato quella pericolosa calca, aggravata dalla presenza di numerose transenne, che hanno di fatto intrappolato i tifosi. Gli investigatori si sono domandati a lungo cosa potesse aver terrorizzato la gente riunita in quel luogo e sono tornati ad esaminare alcune testimonianze, rilasciate subito dopo quella serata maledetta, che parlavano di spray urticante al peperoncino utilizzato da qualcuno mentre la gara era in corso.

La nuova ipotesi degli inquirenti

Gli inquirenti ora hanno un’idea precisa: una banda di ladri si sarebbe mescolata con i tifosi ed avrebbe volontariamente provocato la ressa, per poter rubare in tutta tranquillità portafogli e telefonini ai presenti, approfittando della confusione. Infatti, negli ultimi mesi sono state compiute diverse rapine a Torino, utilizzando sempre la stessa modalità: lo spray al peperoncino diventa un’arma impropria per generare panico e fare razzia di borse, giacche, zaini, cellulari e quant’altro viene abbandonato da chi fugge.

Casi simili si erano registrati ad ottobre durante il concerto di Elisa, in occasione dell’inaugurazione degli spazi espositivi e per concerti presso le "Officine grandi riparazioni”, ed a marzo durante il “Reload music festival” al Lingotto. L’ipotesi dovrebbe essere avvalorata dalle analisi che in questi giorni gli esperti stanno effettuando test su indumenti e scarpe ritrovati nella piazza.

Quindi in città agirebbe da tempo un gruppo di persone che non si farebbe alcun problema a creare il panico tra la gente, col rischio di causare una strage dovuta alla calca, pur di rubare oggetti da poche migliaia di euro.

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